
Morgillo: Ricordo delle Foibe
Santa Maria a Vico – La tragedia delle foibe e l’esodo di centinaia di migliaia di cittadini italiani da Istria, Fiume e dalla Dalmazia, sono state ricordate in tutta Italia nella giornata di sabato 10 febbraio (anniversario del Trattato di Osimo), in occasione delle celebrazione del “Giorno del Ricordo”, istituito con legge dello Stato tre anni or sono. Come accaduto con la “Giornata della Memoria” dello scorso 27 gennaio, nessuna manifestazione pubblica di matrice istituzionale è stata predisposta al fine di preservare il valore della memoria di tragedie di così immane portata. Pagine tristi della storia d’Italia e dell’umanità nella sua accezione più ampia. A ricordare quella che lo stesso Presidente Giorgio Napolitano non ha esitato a definire una “tragedia per lungo tempo negata da una assurda cecità” sono stati i comunicati e manifesti pubblici predisposti dal “Comitato 10 Febbraio” prima e dal coordinamento dei Giovani della Casa delle Libertà poi. In questo secondo caso, specificamente, la decisione dei giovani componenti i movimenti giovanili di An, Udc e FI è stata quella di concentrarsi sul valore innegabile della memoria anche in virtù della defagliance amministrativa dello scorso gennaio e, proprio in virtù di ciò, una significativa frase dello scrittore e giornalista Girardo ha campeggiato sui manifesti murali fatti affiggere per il paese: “ Il lavoro di recupero della memoria può essere lentissimo. Talvolta, possono non bastare due generazioni.” Così i giovani della Cdl hanno intesto ricordare la tragedia negata, l’eccidio delle foibe volgendo uno sguardo attento a tutte le tragedie umane della medesima portata riscuotendo anche il plauso della cittadinanza e parole di compiacimento da esponenti di spicco dell’Unione come il segretario dei D.S. Agostino Morgillo che, sabato scorso rifacendosi all’intramontabile scritto di Levi, così si è espresso: “Esprimo il mio apprezzamento ai giovani della Casa delle Libertà per aver ricordato questo evento ed essersi concentrati sul valore incontestabile della memoria che, ricordando Primo Levi in “Se questo è un uomo” è un valore fondante degli uomini. Scriveva Levi “…Meditate che questo è stato. Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore. Stando in casa andando per via. Coricandovi alzandovi: ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri cari torcano il viso da voi.”



