Skip navigation.
Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Crisi di maggioranza, ecco la verità “scritta” dei D.S.. Morgillo svela il contenuto dei due documenti inviati a Telese spiegando le motivazioni dell’uscita

Santa Maria a Vico – A margine di un lungo periodo di silenzio stampa, rotto nemmeno in seguito alla decisione ufficiale di uscire dalla maggioranza di governo cittadino, oggi, tramite i documenti ufficiali sui quali la vicenda si è articolata, i D.S. del segretario Agostino Morgillo fanno chiarezza sulla decisione di consumare uno strappo che, di fatto, era ormai evidente da diverse settimane. Il sunto dell’intera questione è racchiuso in due documenti a firma del segretario fassiniano protocollati al Comune, rispettivamente, il 21 e 28 maggio scorsi. Nel primo dei due atti si legge: “sono ormai oltre tre mesi (dal 9 febbraio) che la Giunta Comunale di S. Maria a Vico risulta monca di un suo componente, l’assessore ai LL.PP., Urbanistica ed alle Politiche Giovanili, deleghe conferite, l’anno scorso, al partito dei D.S. L’avv. De Lucia in quella data rassegnò spontaneamente le proprie dimissioni per motivi strettamente personali – familiari, motivi a tutt’oggi ancora attuali, chiedendo al Partito in ripetute occasioni, l’avvicendamento. Il comitato direttivo dei D.S., dopo ampie discussioni, deliberò in modo unanime il nome del compagno che avrebbe dovuto sostituire l’avv. De Lucia. Il 3 di maggio, la Segreteria del Partito, a mezzo lettera consegnata pro manibus dai compagni Piscitelli e D’Eliseo, Le chiede di compiere i passi conseguenziali e, quindi, di affidare le deleghe di cui sopra al compagno avv. D’Eliseo. Sempre in questa data, l’avv. De Lucia dichiara di aderire alla Sinistra Democratica, trasformando il suo problema personale in una vicenda politica e diffidandoLa a procedere con la sostituzione, pena voto contrario in Consiglio Comunale...I D.S. ritengono che il procrastinarsi di una tale impasse esponga, come è immediato intuire, la cittadinanza e la coalizione de “L’Unione” a conseguenze assolutamente negative, contraddittorie e dilatorie. Senza ulteriori indugi, occorre, quindi, nominare il nuovo assessore. A tal proposito i D.S., come più volte ribadito negli incontri che si sono succeduti in questi giorni, rivendicano la giusta visibilità politica-istituzionale (…) al fine di poter dare quel contributo, che riteniamo necessario e decisivo, alla risoluzione degli innumerevoli problemi della nostra cittadina. Prendiamo atto delle “proposte” (Telese avrebbe promesso la poltrona di difensore civico ai D.S. come contropartita per una serena soluzione della vicenda ndr) degli ultimi giorni, ma, coerentemente con quanto fino ad oggi affermato, Le ribadiamo che non siamo alla ricerca di questo tipo di gratificazioni.
La persona non può prevaricare il ruolo di un partito… E’ il momento di scegliere tra una persona ed un Partito: politicamente e moralmente non è concepibile né accettabile che si possa dissolvere “L’Unione” per quanto accaduto.” Parole chiare che non hanno avuto seguito. Nessuna risposta da Telese, solo silenzio fino a giungere alla decisione degli scorsi giorni allorquando, in un nuovo comunicato, Morgillo così si esprimeva: “con sommo dispiacere non possiamo che stigmatizzare il Suo silenzio in merito al nostro documento protocollato il 22/05/07. Riteniamo, a questo punto, tale atteggiamento, peraltro offensivo e mortificante nei confronti di ciò e di chi rappresentiamo, indicativo della Sua volontà di non decidere sulla ricomposizione della Giunta Comunale, come da nostra precedente ed unica proposta. Alla luce di tutto quanto ci siamo detto e scritto dal 26/04/2007, Le comunico che i Democratici di Sinistra, da sempre corretti alleati, ritirano, senza ulteriori indugi ed in modo incondizionato, il loro appoggio e la loro fiducia alla coalizione che amministra la nostra cittadina.” Verba volant, scripta manent ammonivano i latini e questa, e soltanto questa, è la constatazione oggettiva della ennesima crisi interna alla maggioranza in 12 mesi di governo.