
Congresso ds, la Fassino vince ma si profila spaccatura interna. Il segretario Morgillo riesce a garantire il successo della mozione
Santa Maria a Vico - Il recente congresso celebrato dai D.S. locali non è stato solamente un momento di profondo confronto interno centrato sulla discussione delle tre, ormai notissime, mozioni congressuali ma, in maniera più analitica, ance il confronto tra due diverse anime che il dato conclusivo delle votazioni sembra aver delineato: quella fassiniana, da un lato, sostenuta e rappresentata dal segretario Agostino Morgillo ed una seconda, quasi inaspettata, che ha trovato valvola di sfogo nella mozione Angius – Zani. Si tratta di una dato analitico che immediatamente salta all’occhio nell’osservazione dei risultati elettorali e che negli osservatori politici più attenti ha aperto inevitabilmente un interrogativo inerente ad una presunta dicotomia interna al partito. Se la mozione Mussi che ha raccolto ovunque i consensi della sinistra interna al partito è stata relegato a sole due preferenze, la Fassino ha vinto ma non ha dominato come altrove. A determinare questa situazione è certamente stata la decisione, resa nota tre settimane fa ed oltre, della Sinistra Giovanile vicana che ha optato alla unanimità per la mozione Angius schierandosi anche contro alle indicazioni, per qualcuno un vero e proprio diktat, promanate dalla segreteria provinciale schierata con Mussi. Alla luce di quanto avvenuto domenica scorsa la decisione dei ragazzi guidati da Valentina Crisci, certamente coerente con un percorso politico non iniziato ieri, sembra però essere stata troppo avventata rischiando di determinare una immagine di divisione politica interna che l’opera di Morgillo e della segreteria hanno consentito fosse notevolmente ridimensionata alla luce di un risultato comunque netto ( 30 a 12). I delegati per la mozione Fassino che i dati recenti diramati dalla segreteria nazionale vorrebbero a ben oltre il 70% dei consensi diessini sarebbero potuti essere più dei tre determinati dal voto ma…è andata così. Il dato numerico non può però non avere un sapore notevolmente politico in clima congressuale e questo dato sembra disegnare una situazione interna non coesa come si sarebbe creduto all’indomani dell’assemblea di novembre. Una disarticolazione interna determinata dal movimento giovanile, molto probabilmente in maniera inconsapevole o incolpevole, ma che parrebbe aver avuto anche il sostegno di “adulti” evidentemente non allineati con la segreteria attuale consentendo di ipotizzare il prossimo inizio di una fase articolata di confronto interno necessaria anche alla luce delle responsabilità amministrative. Si tratta, come annunciato, di una analisi che, per il momento, può anche lasciare il tempo che ha trovato ma che, inevitabilmente, non può non essere condotta soprattutto volgendo la memoria al passato congresso ove la posizione interna fu unica e determinata, cosa che oggi appartiene al passato.



