
Primarie, Fortugno, Diana. Lettera a Michele Senatore, segretario della Sezione D.S. "Nilde Iotti"
Caro Michele,
anch’io vorrei unirmi a voi per esprimere la mia grande soddisfazione per lo straordinario successo delle Primarie di domenica scorsa e la fortissima affermazione di Romano Prodi e rivolgere un caloroso ringraziamento agli elettori e ai volontari che con la loro passione e generosità ne hanno assicurato lo svolgimento ed i il successo. Senza di loro questo risultato eccezionale non sarebbe stato possibile.
Mi sembra ora necessario raccogliere l’indicazione, la spinta positiva che al centrosinistra viene dal grande successo delle Primarie.
Gli elettori e le elettrici che hanno votato domenica scorsa hanno espresso una eccezionale domanda di nuova partecipazione, di cambiamento profondo nella guida del Paese, di unità nel centrosinistra.
Per queste ragioni è indispensabile che innanzitutto le forze dell’Unione che hanno sostenuto la candidatura di Romano Prodi sappiano interpretare e raccogliere questa domanda di unità e si presentino alle prossime elezioni nelle forme più coerenti ad essa.
Il centrodestra non sembra aver compreso il messaggio di protesta e la domanda di cambiamento che viene dalla massiccia partecipazione dei cittadini alle primarie dell'Unione. Centrodestra il cui tentativo di minimizzare e disconoscere lo straordinario successo della consultazione di domenica 16 ottobre ci induce a dire che Berlusconi ha avuto paura, ha evocato le primarie fortuitamente e poi le ha liquidate. Noi, invece, non abbiamo paura dei cittadini e li abbiamo chiamati a decidere. Le primarie dimostrano che c'è una grande domanda di partecipazione, la gente vuole essere protagonista. Questa esperienza spero che conti anche per i passaggi futuri, a livello nazionale e locale. Questo risultato, inoltre, liquida il trionfalismo del centrodestra per avere approvato alla Camera le modifiche alla legge elettorale. E' fin troppo facile approvare una legge quando si hanno cento deputati di più.
La verità è che le ragioni della crisi del centrodestra rimangono tutte sul tavolo, come dimostrano le dimissioni di Follini venute, non a caso, proprio all'indomani dell'approvazione della legge elettorale.
In quelle dimissioni c'è un atto d'accusa nei confronti della politica del centrodestra e al modo di governare la coalizione da parte di Berlusconi. Mi pare che domenica gli italiani, con la loro straordinaria partecipazione alle primarie, abbiano detto in modo chiaro qual è il loro pensiero. Quei 4 milioni e 300 mila votanti sono l'avanguardia di una maggioranza di cittadini del nostro Paese che rifiuta il centrodestra e il suo modo di governare. Ora sta al centrosinistra presentare in modo chiaro le proposte per il governo del Paese.
La giornata di domenica indica, tra le altre cose, con chiarezza, l’idea della politica che ci divide dalla destra. Noi ci siamo rivolti ai cittadini, li abbiamo resi protagonisti. Noi crediamo nella democrazia e nella partecipazione. Loro, invece, hanno paura della società. Non solo. Hanno cambiato la legge elettorale per cercare di alterare il giudizio negativo che verrà dal voto degli italiani. La Cdl è una coalizione in profonda crisi. Anziché interrogarsi sul perché hanno perso il consenso degli elettori, li disprezzano utilizzando parole volgari e decidendo di cambiare le regole elettorali per fare in modo che la volontà dei cittadini non conti.
Gli italiani hanno posto con la loro partecipazione una domanda: una domanda di aria pulita e nuova. Si può ben dire che questo voto indica la volontà di riscossa degli italiani. Non tollerano più di essere guidati da una destra che ha deluso le loro aspettative e che governa in modo arrogante. Da una partecipazione così ampia, però, viene anche il rifiuto netto di una legge finanziaria sbagliata, dannosa e iniqua, incapace di rimettere in moto l’economia e che propone tagli che penalizzano le famiglie.
L’esito delle primarie è il risultato di un felice incontro tra società e politica, elettori e partiti. Mi sembra, poi, anche giusto rivendicare il ruolo svolto dai Democratici di sinistra. Dove i D.S. sono più forti, la partecipazione è stata più alta e più alta la percentuale di consensi ottenuta da Prodi. Se sono stati attivati 10 mila seggi è merito di tanti, ma anche del radicamento dei D.S.. Sapevamo di fare la cosa giusta.
Questa giornata di festa, purtroppo, è stata insanguinata, a Locri, dall’infame assassinio di Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria. Esprimo il mio, il nostro cordoglio e la nostra solidarietà alla famiglia Fortugno. Ricordo che i D.S., oltre ad aver deciso di inviare in Calabria una delegazione guidata dal presidente Massimo D'Alema, hanno messo tra le priorità della loro iniziativa politica la mobilitazione democratica contro le intimidazioni della criminalità, grave attacco alla democrazia. Non dobbiamo farci intimorire. La politica non deve arretrare. L’assassinio di Francesco Fortugno ci conferma quanto sia aspra nel Mezzogiorno la lotta per difendere la legalità.
Colgo l’occasione anche per esprimere la più sentita gratitudine e solidarietà al compagno Lorenzo Diana, protagonista di numerose battaglie politiche contro la camorra casertana e coordinatore del comitato antiracket nella commissione antimafia. Ricordo che a giugno un pentito ha rivelato che Lorenzo è nel mirino dei casalesi e che l’altra notte hanno compiuto un avvertimento trasversale ai danni dell’azienda del fratello. Gratitudine, non sarebbe neanche necessario sottolinearlo, per il contributo forte e decisivo dato alla causa della liberazione della provincia di Caserta dallo strapotere camorristico. Solidarietà per le continue “attenzioni” cui è soggetto e per le privazioni ed i sacrifici che Lorenzo e la sua famiglia debbono sopportare.
Abbracci fraterni
Agostino Morgillo
Segreteria Provinciale D.S.



