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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Visita agli ospedali e fine vita

Dovrebbe essere obbligatoria. Sì me ne convinco sempre di più. Dovrebbe essere obbligatoria la visita periodica degli ospedali. Per ascoltare ed osservare i malati ed i loro familiari. Soprattutto quelli di alcuni reparti. Quelli nei quali è questione di mesi, di settimane, di giorni, di ore…quelli nei quali si pesano e si soppesano le parole ed i silenzi…quelli nei quali si scrutano ed osservano, aggrappandocisi, sguardi e gesti…quelli nei quali si spera, si prega, si piange, si sussurra, si aspetta…

E’ ri-educativo. E’ catartico. E’ disintossicante.

Impegnati come siamo in questo continuo gioco a nascondino con la morte nel tentativo di sfuggirle, di sfuggire alla sua incombenza, di ingannarla, di sconfiggerla, di esorcizzarla. E’ un gioco perso in partenza e lo sappiamo. Sappiamo che tutto ciò che è iniziato deve inevitabilmente finire. Non sappiamo come, né dove né quando, ma avverrà. Questo gioco ci domina. Noi desideriamo vivere ed amiamo disperatamente noi stessi. Da qui il nostro creare immagini, maschere…

Non importa chi tu sia stato nella vita immediatamente precedente una certa diagnosi. Dopo quella notizia ti ritrovi nudo ed indifeso, impaurito e fragile, impotente ed implorante. Credente. In una persona o in un dio.

Ascoltando ed osservando ho pensato a quando e come toccherà a me. Ho pensato a quanto ho lasciato disposto ai miei cari. Ho anche pensato che a febbraio, il mese scorso,  sono passati 5 anni dalla morte di Eluana Englaro, dopo 17 anni di agonia trascorsi in stato vegetativo. Trascorsi invano.

Il suo calvario fu risolto da un padre coraggioso, da medici sensibili, da giudici che non alzarono bandiera bianca di fonte alla ignavia, alla codardia delle istituzioni e alla incapacità ed all’ipocrisia del Parlamento di legiferare in materia.

Anche il Presidente Napolitano qualche giorno fa ha dovuto affermare “Il Parlamento non dovrebbe ignorare il problema delle scelte di fine vita ed eludere un sereno e approfondito confronto di idee sulle condizioni estreme di migliaia di malati terminali in Italia”. Ma niente.

A distanza di 5 anni dalla morte di Eluana quella legge ancora non esiste e in questo caso non esistono certo vincoli di bilancio, o divieti europei, anzi! Nel caso del “biotestamento” esistono solo i vincoli dell’integralismo, dell’oscurantismo, della negazione del diritto della persona ad un trattamento umano, dall’inizio alla fine della sua esistenza.

Come non ricordare la parola “assassino” che Quagliariello del Nuovo Cnetro Destra rivolse in aula contro Beppino Englaro che, dopo 17 anni di atroci sofferenze, aveva deciso di autorizzare la fine di quella tragedia.

Sciascia scirsse “In certe situazioni chiedere di essere lasciati morire non nasce dall’amore per la morte, ma dall’amore per la vita”.