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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Un uomo consumato dalla malattia

Ieri sono stato al Cardarelli e nella stanza dove è ricoverato mio zio ho trovato un paziente evidentemente in stato terminale. Scheletrico, quasi incosciente, con una flebo di chissà cosa al braccio e circondato da moglie e figlie giovani. Ho ancora davanti agli occhi la sua faccia. Ho ancora davanti agli occhi la faccia di chi lo accudiva. Donne consumate dal dolore. Occhi scavati. Sguardi persi nel vuoto. Lacrime prosciugate. Donne sospese. Donne in attesa.
E mentre tornavo a casa mi chiedevo che senso avesse tutto questo. Non conosco quell’uomo annientato dalla malattia. Ignoro il suo pensiero sulla morte, sul fine vita, sull’accanimento terapeutico. Ignoro la sua religione, la sua ideologia politica. Ma una domanda mi rigirava per la mente. E se accadesse a me?
Possibile che l’unica soluzione in Italia sia buttarsi giù come Monicelli o andare in Svizzera per la dolce morte come Magri? Perché il Parlamento non legifera sulla tematica del fine vita? Per me il diritto di decidere della propria salute e delle proprie cure già esiste, così come già esiste il diritto di non essere sottoposti a cure che – per qualsivoglia motivo – non si accettano, a prescindere dalle opinioni dei medici e/o dei parenti. E questo diritto è scritto nella nostra Costituzione. Questo principio è stato ribadito dalla Cassazione (caso Englaro). Qualsiasi cittadino non dovrebbe subire ed avrebbe  il diritto di far cessare trattamenti medici non voluti.Diritto alla salute e diritto all’autodeterminazione verrebbero così a coincidere. Come rispetto chi ha principi diversi dai miei, respingo l’ideologismo di chi, dichiarandosi paladino della vita, vuole imporre a tutti il proprio personale modello di vita e di valori. C’è bisogno al più presto di  una legge che regolamenti, faccia chiarezza, elimini zone grigie. Non voglio invasioni del campo della dignità personale che la Costituzione garantisce. Vivo in uno Stato laico. Del mio corpo, della mia salute, della mia vita l’unico padrone sono e non posso essere che io.