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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Trascrizione intervento Consiglio Comunale del 03/06/2010

Dopo aver ricevuto il file della registrazione del Consiglio Comunale del 3 giugno scorso, ho trascritto le mie riflessioni, non avendo l'abitudine di preparare prima i miei interventi.

Caro Enzo potrei quasi rinunciare al mio intervento perché ti sei sostituito egregiamente al ruolo del consigliere di opposizione. Anche per la passione che ti ha sempre contraddistinto e che hai rispolverato stasera. Hai tenuto un intervento non solo freddo e ragionato, traspariva passione mi ha fatto strano sentire determinate cose da te. Non perché tu non sia stato, anche per il passato, controcorrente. Certo se avessi fatto un altro passettino in avanti e non ti fossi, come hai detto tu scherzando,  omologato alla dichiarazione di voto del tuo capogruppo, sarebbe stato uno scoop.  Avremmo chiamato i giornali anche a quest’ora,  saremmo andati in ristampa ed avremmo fatto uno scoop. Brevemente, per non tediare i cittadini che hanno avuto la pazienza per ad arrivare fino a tarda ora insieme a noi, alcune osservazioni. Innanzitutto apprezzo lo sforzo dell’assessore Carfora, visto il tempo che ha avuto, per l’esame così dettagliato  dello strumento di bilancio. Concordo su alcuni concetti, come l’importanza dello strumento che stiamo trattando ed alcuni concetti espressi nelle note dell’ampia relazione: sobrietà, efficienza, equità,  insieme ad altre osservazioni più tecniche.  Per fare in modo che tutti possano seguire una trattazione molto tecnicistica omettiamo alcuni dettagli ed andiamo sull’ aspetto  politico di questo bilancio previsionale. Stiamo vivendo una contingenza  economica, dalla fine del 2008, che ha steso a terra   il nostro paese, stiamo pagando più di tutti in Europa, checché ne dicano i nostri governati nazionali, la crisi iniziata nella seconda metà del 2008. Sono finiti e da un po’ i tempi delle vacche grasse e questo è sotto gli occhi di tutti quindi abbiamo il dovere di essere sobri, dando per primi un esempio a chi è soggetto alle nostre decisioni, come per esempio i livelli della tassazione. Si poteva fare di più, si doveva fare sicuramente di più, come ha ricordato l’On. Enzo D’anna ci sono cose lampanti che vengono subito agli occhi e che fanno pensare ad una grossa sacca di evasione ed elusione fiscale. E’ fondamentale un censimento immobiliare, una delle prime cose da avviare assolutamente. Studiamo insieme come fare, avrete sicuramente la nostra collaborazione. Certo parlare di tasse per buona parte dei politici fa sempre specie. Gli amministratori di tutto vorrebbe parlare fuorchè di mettere le mani nelle tasche della gente o di fare in conti in tasca alla gente..però per esempio avere contezza delle abitazioni presenti sul nostro suolo comunale con tutte le diverse destinazioni , pertinenze, fare una foto dello stato attuale dei fatti, controllare in una maniera più dettagliata, radicata il territorio potrebbe aiutare le casse comunali di molto. Gli strumenti  informatici ci sono,  potremmo fare controlli incrociati con la diverse agenzie, come quella del  territorio, da un p di vista tecnico l’idea sembra fin troppo facile. E’ un discorso di volontà politica. Logicamente aumentando la base imponibile, se riusciamo a scoprire tante casette che non affatto accatastate, dichiarate o che lo sono in parte in alcuni modi bizzarri perché non c’è limite alla fantasia potremmo recuperare base imponibile, potremmo pensare, grazie a questi nuovi introiti, a rimodulare alcuni livelli di tassazione. Pensare anche ad abbassare alcune tasse. Così operando, aumenterà sicuramente la tarsu, gli introiti derivanti dai passi carrabili e tante altre voci. Si potrebbe pensare, grazie agli introiti derivanti dal controllo del territorio, ad una diversa modulazione di alcuni balzelli. Per esempio sempre riguardo alla casa, bene primario per cui la gente fa sacrifici di una vita, si potrebbe pensare di far pagare meno chi ha redditi più bassi, fare differenziazioni anagrafiche, prevedere trattamenti diversi a seconda che la casa sia locata o meno, si potrebbero trovare tanti criteri con cui rimodulare la tassazione. Di questi tempi, si parla tanto di federalismo, la nuova manovra di Tremonti ha imposto una stretta a tutti anche e soprattutto agli enti locali ai diversi livelli. Penso che lo era e lo diventerà sempre di più strategico l’ufficio tributi.  A mio modestissimo parere a Santa Maria a Vico l’amministrazione dovrebbe dare più attenzione ed importanza a questo settore, da un punto di vista politico e strategico. Si tratta di un ufficio che diventerà sempre più importante ai fini del quadratura dei conti. I trasferimenti diminuiranno sempre più,  è nelle cose, quindi  dovremmo essere sempre più bravi, più efficienti, più efficaci ad introitare ciò che spetta all’ente locale. E un discorso impopolare, nell’immediato non porterà simpatie e voti,  ma di necessità virtù. La giunta già potrebbe dare un messaggio attraverso una riorganizzazione tecnica, delle risorse umane di questo ufficio. La coperta è corta, d’accordo, come ci ricorda Enzo è una vita che lo si dice. Siccome viviamo in un paese di 15.000 abitanti e il bilancio è quello che abbiamo sotto gli occhi, mi voglio spogliare dei panni del tecnico in materia. Andiamo al sodo. Per esempio, scartabellando tra le varie determine  acquisite, mi è balzata agli occhi quella del 7 maggio, la numero 321, se ricordo bene, relativa al servizio “spessa  mantenimento cani randagi”. On. D’Anna sono saltato dalla sedie quando ho visto che solo nel mese di febbraio il comune ha impegnato 2811 € per la ditta “Rifugio International” di Maddaloni. E’ un servizio che viene ripetuto ogni mese per la pubblica e privata incolumità derivante dalla presenza sul territorio di cani randagi. I cani randagi li vedo sempre per strada, solo per fortuna nessuno non è stato morso. Assessore Pirozzi, lo so che è un servizio obbligatorio per legge, non mi faccia passare per una persona più stupida di quanto non sia. Professionalmente e personalmente, è  mia abitudine leggere gli atti, le leggi prima di intervenire. E’ obbligatorio però altri comuni si sono attrezzati, diversamente, per esempio con  l’asl. Basta andare su internet. Possiamo pensa a razionalizzare questa spesa?
In secondo luogo  chiedo a chi ha più esperienza di me e a chi era presente in quel periodo, come per esempio all’assessore al ramo, Andrea Pirozzi, se per caso è ancora in vigore una convenzione con l’Ufficio tecnico, risalente al 2000, che prevede di destinare l’ 1,5% delle somme degli studi di stabilità all’Utc stesso.  Perché ho letto di un orientamento della Corte dei Conti che suggerisce di attestarsi sull’  0,5%, un terzo in meno quindi. Se si parla tanto di sobrietà e di coperta corta…
Sempre riguardo alle spese della macchina comunale, la Giunta mi sa dire se il comune intende avvalersi della concorrenza presente nel mercato delle  telecomunicazioni, se intende sfruttare la tecnologia Voip, per risparmiare sulle esose bollette telefoniche? Ci dite se almeno ci state pensando, se c’è un indirizzo? Come agite nelle vostre case a tal proposito?. La coperta è corta. Sempre a tal proposito, insieme ai compagni di Rifondazione Comunista, abbiamo trovato un’interessante decreto del Ministero delle Finanze. Vorremmo sapere se il comune ha aderito al decreto di marzo 2007 a cui ha fatto seguito una circolare del febbraio  2009…stiamo parlando della Consip. Il testo dice che tutte le amministrazioni statali, centrali e periferiche ad esclusione degli istituti di ogni ordine e grado, sono tenute ad approvvigionarsi  utilizzando le convenzioni quadro stipulate ai sensi della legge quadro  n. 488 del 99…che prevede l’acquisto di arredi, carburante, hardware, software,  telefonia fissa e mobile ecc. a condizioni più vantaggiose. Questa convenzione, il comune l’ha stipulata? Se sì, bene significa che dobbiamo fare attenzione su altre voci di spesa. Se no, perché non è stato ancor stipulata visto che potrebbe procurare  evidenti  ed importanti risparmi? Sul problema della Polizia Municipale ci ha rubato la scena l’On D’anna. Mi riferisco all’appostamento nel bilancio previsionale che riguarda la Polizia Municipale, agli introiti derivanti da sanzioni amministrative. I famosi 100.000 €. Si tratta di una previsione.  Abbiamo saputo, e Gennaro onestamente lo ha confermato, che per i primi 4 mesi dell’anno risultano solo 7.000 €. Mancano quindi 8 mesi e 93.000 € per raggiungere l’obiettivo di bilancio. Nel frattempo, però, la Polizia Municipale spende la metà che gli spetta per legge, cioè 50.000 €. Se alla fine dell’anno dovessimo riscontrare che le sanzioni amministrative ammonteranno a meno dei 100.000 € previsti in maniera così “leggera”, si sarà creato un buco di bilancio. Anche per quanto riguarda l’indirizzo politico di questo bilancio, non ci riteniamo soddisfatti. Si parla spesso di servizi essenziali. Spesso per le politiche sociali si guarda e si parla di regioni come l’ Emilia, la Toscana. Ma perché anche noi non possiamo avere un asilo nido. Non parlo di opere faraoniche. Un asilo nido. Ci sono tanti genitori, entrambi lavoratori, che devono “appoggiarsi” ai nonni, perché altrimenti l’alternativa sarebbe tenere i figli presso strutture private che ti prendono per la gola, si arriva a pagare anche 150 € al mese. Con un ulteriore aggravio per i già magri bilanci familiari. Consigliere  Crisci a Rosciano c’è solo un micronido , una sezione sperimentale, non mi può parlare di asilo nido.  Assessore Pirozzi non voglio imputare chissà cosa alla sua maggioranza. Sono consapevole che sono trascorsi 60 giorni dal vostro insediamento. Ma almeno un indirizzo politico, dire l’abbiamo scritto, lo vogliamo fare, lo so che molte di queste cose in 60 giorni non si potevano fare, però nel bilancio previsionale si poteva fare anche una variazione per dare almeno l’indirizzo politico, dimostrare una sensibilità, un’ attenzione al problema. Non è mio costume fare critiche a priori o in man pregiudiziale. Problema mutui. L’On. D’Anna invita ad esprimere appieno le potenzialità che il comune ha ancora per gli indici del patto di stabilità. A me non risulta che sia cosi, gli indicatori del patto di stabilità sono tutti ai limiti massimi consentiti. Nella nota dell’assessore al Bilancio si poteva chiaramente leggere un invito alla prudenza in tal senso. A proposito di patto di stabilità, risultano vere le voci secondo le quali, già ad oggi, è quantificabile uno sforamento sui 20.000 € a causa della gestione delle risorse umane? Un’interpretazione della Corte dei Conti assimila i contratti esterni come i cocopro, i tempi determinato, ecc. ai contratti a tempo indeterminato, come si pensa di gestire la questione dell’assunzione dei  vigilini a tempo determinato? Mi ha colpito molto un altro aspetto della relazione preventiva programmatica 2010/2012, vale a dire la modalità con cui vengono redatte le schede progetto per la richiesta di fondi per i rispettivi settori. Chi chiede una mia consulenza per reperire fondi sul mercato pubblico o privato deve presentare un progetto sintetico ma analitico e dettagliato stesso tempo. Non si può pensare di ricevere fondi quasi sulla parola. Mentalità che si evince invece da come sono impostate le schede progetto nella relazione. Mi devi presentare una scheda progetto, un progetto e poi me lo devi anche rendicontare. Siccome i tempi che corrono sono quelli che sono il comune dovrebbe entrare un po’ più in questa mentalità che definisco, facendo storcere il naso a qualcuno, aziendalistica. Trovo schede progetti come quello che sto per leggere Descrizione del progetto. Finalità  da conseguire: vedi programma. Investimenti:  investimenti necessari per assicurare il funzionamento e i servizi dell’ufficio.  Risorse strumentali da utilizzare: vedi programma. Risorse umane da impiegare: sono quelle che nella dotazione organica sono nei servizi richiamati nel programma. Motivazioni delle scelte: vedi programma. Un’azienda , una banca non ti darebbe nemmeno un euro sulla base di una relazione scritta così. Invece per i dipendenti del nostro comune che richiedono fondi aggiuntivi per i loro settori vale il contrario. In alcune schede trovo nelle fina di questi fantomatici progetti, duplicazioni di funzioni ordinarie dei diversi settori. Già si viene pagati per fare quanto richiesto nel progetto. Il vigile che ci parla di controllo del territorio, della sicurezza , della viabilità, ma, di grazia, fa qualcosa d’ altro di mestiere,  per cui dovrebbe essere sovvenzionato un progetto che va ad assegnare risorse aggiuntive al settore della Polizia Municipale che andrebbero a finanziare attività già di sua competenza e per cui è stato assunto ed è pagato?. Ci vogliamo nascondere dietro un dito? Accomodatevi pure, poi ognuno se ne assumerà la responsabilità. La scheda che ho letto è il facsimile di tante altre. Inoltre siamo stati al comune e, dopo i primi 4 mesi dall’inizio dell’anno, di progetti veri e prorpi nemmeno l’ombra. Non voglio duplicare i rilievi fatti dall’on. D’anna, appunti che sottoscrivo in pieno.
Anche nel dettaglio di alcune voci, come i giovani, il sociale in genere è stato fatto molto poco. Si vede che qualche assessore è stato più bravo degli altri. A farsi assegnare più fondi per la delega che gestisce. Spesso è lo sport che prevale su tante altre deleghe, anche qui un cambio di passo potrebbe dare un segnale ai cittadini nel voler dire: vogliamo fare anche qualche altra cosa. A proposito del campo sportivo. Prima, Tonino, dicevi è un servizio che costa, non possiamo abolire sic et simpliciter le tariffe per i residenti. Dirò di più, per il federalismo richiamato anche dai colleghi di maggioranza, i tagli richiamati dall’assessore al Bilancio, alle quali cose vanno aggiunte l’inefficienza e l’inefficacia dei nostri servizi, si potrebbe fare di più. Le associazioni sportive ricevono dei contributi dal comune. Mi si dirà che l’associazione che gestisce il campo non riceve contributi perchè paga, al posto del comune, le utenze del campo. Perché nella convenzione adottanda non si pensa di fare di più? E cioè poter prevedere che  l’associazione che si aggiudicherà la convenzione dia un contributo all’ente locale? Che manutenzioni debbono fare, che spese debbono sostenere? Intanto io comune, io cittadino, quando si guasta l’erba di penultima generazione devo sborsare fior di soldi. In cambio di cosa? Se una bolletta  ogni due mesi può essere una giusta ricompensa di ciò che il comune ogni tanto deve fare, perché non si pensa ad un tipo di impegno diverso da parte di chi si aggiudicherà una convezione del genere?. Il campo, così, potrebbe gravare meno sulle casse comunali. Ho concluso, grazie.