Skip navigation.
Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Sosteniamo la campagna della CGIL per una proposta di legge popolare di tutela delle imprese e dei lavoratori dei beni confiscati alla camorra

Sosteniamo la campagna della CGIL per una proposta di legge popolare di tutela delle imprese e dei lavoratori dei beni confiscati alla camorra

Se i beni confiscati alla mafia oggi sono diventati  luoghi di rivalsa sociale o possibilità  di campi estivi per le centinaia di ragazzi  volontari, su i terreni della legalità   per  coltivare  prodotti che sono sempre più presenti sulle nostre tavole. Questo è stato possibile  grazie alla forza e all’entusiasmo  e all’impegno di Libera,  che nel 1996 con un milione di firme raccolte, propose la destinazione sociale dei beni confiscati.  

Dal  16 gennaio 2013 la Ggil insieme  a  Libera ed altre associazioni  sono impegnati per la raccolta firme per  la legge di iniziativa popolare per portare in Parlamento un provvedimento che permetta alle aziende confiscate di non soccombere al mercato penalizzando i lavoratori. Difatti non c’è  una legislazione che agevola il salvataggio delle aziende confiscate e la conservazione dei posti di lavoro, ma soprattutto impone l'obbligo di far sì che l'attivita' della magistratura per il sequestro e la confisca delle imprese legate alla criminalità organizzata non alimenti la convinzione che “la mafia offre il lavoro e lo Stato lo toglie”.

L’iniziativa di legge popolare è un testo composto da 10 articoli che vogliono assicurare tutti gli strumenti necessari a scongiurare il fallimento delle aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata e tutelare i lavoratori, puntando soprattutto su trasparenza, formazione, concertazione con le parti sociali, e accordi con la pubblica amministrazione per favorire l’emersione alla legalità del lavoro e delle aziende.  Tra gli strumenti  proposti nel testo del progetto di legge ci sono, tra l’altro, la creazione di unfondo nazionale di rotazione, finanziato con una parte delle risorse confiscate alla criminalità, per garantire l’accesso al credito bancario e pagare gli stipendi. Per promuovere l’uso sociale delle imprese, il progetto di legge punta a incentivare la costituzione di cooperative di lavoratori disposti a rilevare l’azienda, affiancandoli con percorsi di formazione e aggiornamento.

Inoltre è  prevista  la costituzione di unabanca dati nazionale delle aziende sequestrate e confiscate con l'obiettivo di tutelarne la posizione di mercato; l’istituzione presso l’Agenzia Nazionale di un ufficio dedicato alle attività produttive e alle relazioni sindacali con l'obiettivo di fornire il supporto per scongiurare il fallimento e tutelare i livelli occupazionali e, infine, la creazione di tavoli provinciali, in collaborazione con l'Agenzia nazionale e le Prefetture per l’emersione alla legalità delle aziende e il pieno coinvolgimento del territorio. Invito tutti a firmare questa iniziativa popolare ricordando che solo nel Casertano 200 persone rischiano la loro occupazione da quando l’azienda è stata confiscata, auspicando che questa iniziativa sia da stimolo per il nuovo Governo.   

A Caserta la campagna per la raccolta delle firme verrà lanciata con una assemblea pubblica che si terrà giovedì 24 gennaio 2013 alle ore 17,00 nella sala CGIL in via Verdi