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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Rubrica "Aggia sbaria' (trad. devo distrarmi)" Perchè un principio ed un senso?

Perché parlare di un principio edi un senso? Un principioo del tutto ed un senso di ciò che ci circonda. Dove e perché nasce questo bisogno? Secondo me, per controllare ciò che è imprevedibile e che mette ansia, paura. Ciò che non consente di orientarsi in un mondo dove tutto dovesse accadere al di fuori di ogni previsione. Se ci ragionate, già i nostri antenati, per diminuire questa angoscia, avevano disposto un legame di causalità nel senso che in presenza di un accadimento, visto come la causa di quello successivo, faceva sì che, questo legame, che si interpretasse il verificarsi del secondo non come qualcosa di inquietante perché lo vedevano come effetto di una causa. Ciò che é previsto non mette ansia. La nostra testa ragiona così, di solito. Seguendo questo principio. Quindi é naturale che anche di fronte al mondo, all'esistenza la testa dell'uomo ragiona così, cercandone la causa. Ed é così che chiama quaranta causa, creatore, signore. Ma se questo é il percorso mentale, perché non chiederci anche chi ha creato il creatore? Per quanto riguarda il senso di ciò che ci circonda, molti risentono di una tradizione in cui si é iscritto il tempo in uno scema dove, alla fine, si verifica ciò che era stato annunziato. Sto parlando della tradizione cristiana. Invece il mondo ellenico pensava che il tempo fosse scandito dal ritmo della natura. Quindi non si poneva affatto la domanda dichiara sopra. Credeva che l'essere umano non fosse alla testa della piramide degli esseri viventi, ma che facesse parte, come tuti gli altri eesseri, alloi schema della natura secondo il quale si nasce, si cresce, ci si accoppia e si muoia. Quindi il ciclo della natura, nella sua semplice, logica meccanica. Questa visione cozza, pro, con le esigenze dell'uomo che per continuare la ha esistenza ha a necessità di fabbricarsi un significato, un senso in prospettiva della fine di tutto. In prospettiva relativa morte. La treligione cattolicacrisiana elimina la fine dell'uomo