
Perché voterò Bersani
Per la sua serietà, la sua ragionevolezza, le sue competenze, la sua
genuinità. Perché discute, non strilla, non parla per slogan, perchè
ha dato prova di volere ascoltare, senza arroganza e senza
prevaricazione. Per il suo programma e le sue idee. Per uscire
finalmente dall'alternativa tra populismo e tecnocrazia. Perché credo
sia una persona onesta. Perché trovo il concetto di rottamazione
offensivo, sbagliato e violento. Perché lavora con tenacia su
questioni per me cruciali: la discriminante destra/sinistra, il
rapporto tra battaglia politica e battaglia socio-economica, il
rapporto tra questione democratica e questione sociale, la relazione
crisi-lavoro-nuovo modello di sviluppo, il nesso tra civismo e
neoumanesimo. Da coetaneo di Renzi mi sono indignato dalle aggressioni
personali su base anagrafica. Appoggio il programma di Bersani perché,
anche grazie alla imbarazzante esperienza berlusconiana, vedo con
preoccupazione la crescente disparità sociale ed economica fra gli
italiani, la mancanza di fedeltà alla costituzione basata sulla
resistenza, l'attacco alla laicità dello stato, alla scuola e alla
università pubblica, la grave disuguaglianza delle retribuzioni.
Vorrei una classe politica con un contegno decoroso, desiderosa di
reale comunicazione non solo con gli intellettuali, ma con tutti i
cittadini. Perché è affidabile; non è mai stato e mai sarà l?uomo solo
al comando; ha l?esperienza necessaria a far uscire il nostro Paese
dalle difficoltà, tenendolo insieme contro gli individualismi. Perché
è un leader umile e forte che si pone al servizio di un progetto
comune, proponendo un modello di politica radicalmente alternativo al
culto della personalità della politica di oggi. Un leader capace di
realizzare una sintesi alta tra culture anche diverse tra loro, per
rimettere la politica al servizio dei cittadini. Perché abbiamo
bisogno di una leadership democratica che, pur nel rispetto delle
differenze, vitali e utili, delle idee e degli interessi, sappia dare
unita' di intenti e di visione. E sappia farlo mediante scelte
coraggiose che propongano di portare avanti, non di arretrare, le
promesse scritte nella nostra Costituzione, in primo luogo quelle
contenute nell'Articolo 3, che ci impegna come comunita' democratica a
difendere la liberta' e a rimuovere gli ostacoli all'eguaglianza di
considerazione e di rispetto. L?Italia dei prossimi anni ha bisogno di
serietà, sobrietà e competenza. Mi attira l?idea che, metta il
partito, secondo una sua espressione, al servizio della politica dei
cittadini. Questo è un modo davvero innovativo di affrontare la crisi
della rappresentanza. Perché le esigenze del rinnovamento devono
andare oltre la mera questione generazionale e anagrafica. Più che di
dividere c?è bisogno di tessere pazientemente i fili di una nuova
alleanza - tra generazioni giovani e mature, tra cittadini e
istituzioni, tra uomini e donne, tra sud e nord, tra autoctoni ed
immigrati - in grado di aggregare il meglio delle energie e delle
esperienze che il paese sa offrire per un progetto comune di
produzione di benessere condiviso. Bersani esprime un'idea di partito
collettiva per superare una stagione di personalismi che, sia a destra
che a sinistra, ha prodotto e continua a produrre esiti negativi.
Bersani è quindi l'alternativa credibile e migliore per uscire da una
stagione che ha portato all'antipolitica e a protagonismi che sono
l'antitesi del buon governo della cosa pubblica. Perché ha a cuore il
PD, un'esperienza politica plurale da salvaguardare in un paese di
partiti monocratici, personali e personalistici. Perché crede alla
necessità di non rinnegare le proprie radici e al contempo sa bene
quanto sia inutile coltivarle stancamente e ritualmente, quelle
radici. Voterò Bersani perché crede in un rinnovamento vero della
politica fatto di atti concreti e di continuità, non di dichiarazioni
di taglio pubblicitario.
Voterò Bersani perché le foglie nuove hanno radici profonde.



