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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Non c'e piu' Cesare

Stamattina, come un fulmine a ciel sereno, sono stato raggiunto dalla notizia della morte di Cesare, da tutti noto come o' farmacist. Notizia che mi ha lasciato sgomento. Cesare aveva 77 anni ma stava bene, lucido, energico. Lo ricordo sempre allo stesso modo nonostante il passare del tempo. Era un amico di famiglia, un caro 'zio' per me. Voglio ricordare la sua passione ed il suo impegno per il nostro comune, nonostante le sue origini siciliane. La sua passione per il giornalismo che ha determinato la nascita del mensile La Tribuna edito da 30 anni ormai e che raggiunge i nostri conterranei in tutto il mondo. Sempre disponibile con tutti, nonostante, a volte, un atteggiamento un po' burbero. Ma era solo apparenza. Grazie al suo sprone ho iniziato, da adolescente, a scrivere i miei primi articoli. Cesare politicamente era di destra, quella destra di una volta ma rispettoso delle opinioni altrui, sempre aperto al confronto. Difendeva le sue idee e posizioni con durezza anche ma sempre a viso aperto ed in modo corretto. Amava visceralmente il Napoli, il Napoli di una volta, ricordo che lo seguiva in trasferta dappertutto. Amava la sua piazza, il Cellaio, e questo amore lo aveva portato ad abbellirla con le famose statue del calzolaio e della ricamatrice, statue pagate con i contributi di volontari. Cesare era un archivista, un collezionista ( monete, francobolli). La sua casa e' diventata nel tempo un piccolo museo, una piccola emeroteca. Conservava e collezionava di tutto. Quando da bambino mi capitava di restare un po' con lui, girovagavo per casa come nel paese delle meraviglie. Ero incuriosito e rapito da tutto cio' che mi circondava. Se volevi sapere qualcosa della storia di Santa Maria a Vico dovevi rivolgerti a Cesare, aveva una memoria mostruosa oltre ad una mole impressionante di documenti anche originali. Aveva tutti i manifesti affissi nel comune negli ultimi trent'anni. Ogni volta che sapeva che stavo preparando un manifesto, da quello politico al programma della festa de l'unità, ne pretendeva una copia da conservare. Guai se me ne dimenticavo, qualche volta ho dovuto scollarlo dal muro. Anche così teneva traccia di quanto accadeva nel nostro comune. Custodiva la memoria di peppino capobianco (per chi voglia sapere chi fosse peppino ricercate all'interno del sito) oltreché suoi documenti dai quaderni delle elementari agli scritti politici, alle lettere di Napolitano e tanti alti esponenti del pci di allora. Che coppia...un fascista ed un comunista e che strana la vita. Cesare e' stato sepolto nella cappella di peppino che sulla sua lapide volle solo la scritta comunista. L'ho incontrato qualche giorno, quando sono andato a prendere il mio pane quotidiano, i miei antipertensivi. Ed in quell'occasione mi ha sfottuto come sempre...ma che le prendi a fare se fumi come un turco e fai una vita così stressata?. Vieni solo a dare fastidio....lo ricorderò come l'ho visto e sentito in quell'occasione. Ciao Cesare.