
Nicola Caso al Bistrot Caffè Letterario...a' cur' p'o' cor'
Divoro musica, la più diversa. Se fate un giro sul mio blog c’è la sezione musica dove troverete un assaggio della musica che mi accompagna durante le mie lunghe giornate. C’è di tutto ed il contrario. Non mi fisso per un genere. Le note, i testi devono trasmettermi emozioni, sensazioni. A seconda di come stia, ho la mia cura, la mia energia, il mio nutrimento. Certo, ci sono artisti che prediligo come per esempio De Andrè, Capossela, Avitabile, ma ascolto la musica senza preconcetti.
E allora piglia…che un amico (a cui piace, come te, rovistare nella rete alla ricerca di qualcosa di buono da ascoltare…senza pre-giudizi) ti dice ascolta questo pezzo…è robba bbona…e famm sapè…Era un pezzo di Nicola…ma che t’ ntuost’ affà…L’ho riascoltato compulsivamente 6 sei volte consecutive. Chi cazz’…pensavo mentre goglavo Nicola Caso e divoravo qualsiasi risultato vomitato dal famoso motore di ricerca. Più leggevo e più mi incuriosivo mentre risucchiavo tutto l’ascoltabile su youtube. Il giudizio finale dopo più di un’ora da quest’ultima scoperta…è Nicola è propr chi cazz’. Fu in quel momento che decisi di acchiapparlo dal vivo. In questo sono stato aiutato da Luigi Gigioska Carfora, proprietario del Bistrot Caffè Letterario di Arienzo. Un ragazzo che ha saputo mettersi in discussione aprendo il Bistrot in una provincia come la nostra, in un paese come Arienzo. Un ragazzo con le idee molto chiare e che difende il suo progetto a denti stretti, tra mille difficoltà. A Luigi ed agli amici che lo sostengono, lo supportano, lo aiutano come Mauro e Stefano per esempio va il mio rispetto. Persone speciali che mi fanno sentire a casa. Persone da cui ho tanto da imparare.
Con il concerto di venerdì sera, è la terza volta che ascolto Nicola live. Nicola rientra tra i miei artisti preferiti. I suoi cd, rigorosamente comprati durante i suoi concerti, sono sempre in macchina con me. Perché? Cercherò di spiegarvelo, partendo dalla premessa che non sono un critico musicale. Non mi interessano i discorsi sulle influenze, sul chi somiglia, sul chi mi ricorda. Nicola è Nicola, punto e basta. Mi interessa cosa riesce a trasmettermi. Parlare con Nicola, guardarlo negli occhi mi infonde una pace, una serenità difficile da descrivere. Mi trasmette la sensazione di essere una persona che ha trovato un equilibrio, a posto con se stessa, coerente, semplice, umile, vera. Nicola è una bella persona. N’abbastan e parol è una questione di empatia, di good vibes. E poi la sua musica…nu pont tra Campania e Giamaica, un ponte tra culture calde, inclusive, accoglienti, aperte, solari, complesse, complicate. Una musica che si impossessa di me e fa muovere il mio corpo nonostante sia sveglio dalle 5 e mezza del mattino e stia da non so più quante ore a lavorare, parlare, scrivere…Un energizzante naturale, uno stupefacente senza controindicazioni, un rasserenante senza effetti collaterali. Poi metti l’ambiente del Bistrot con la sua gente ed il mix è perfetto. Inizio a muovermi, a seguire il ritmo, mi lascio andare alle vibrazioni. E tutto viene naturale, senza inibizioni, senza pippe mentali. Ritorno in me stesso, sto bene con me stesso e con chi condivide con me questi momenti. Come fai a spiegare tutto questo con le parole? Lo devi solo provare. E poi i testi di Nicola…vuoi divertirti, puoi divertirti, vuoi riflettere, puoi riflettere. Chell che vuo’, o truov. Venerdì ho fatto solo una richiesta a Nicola, ascoltare Addò te…gli ho urlato fammi piangere…ascoltare per credere…se avete un’anima…logicamente.
Nicola, Gigi and friends mi casa es vuestra casa…organizziamoci per una serata accanto al focolare…
Big up a Nicola e a Gigi.
Love and peace.



