
Morgillo - Patto di Stabilità. Risposta alle reazioni del Centro-destra
L’ultimo manifesto dei D.S., sulla situazione economico-finanziaria del Comune e affisso domenica 24 Ottobre, ha suscitato un vespaio di polemiche. Per tentare una difesa dell’operato della giunta addirittura sono scesi in campo contemporaneamente il sindaco, l’assessore al bilancio e l’assessore ai lavori pubblici (ma a che titolo?). Ricapitoliamo per quei cittadino che non avessero avuto l’opportunità di leggere il manifesto in questione.
Da giorni ormai circolavano voci sullo sforamento da parte del nostro Comune del Patto di Stabilità Interno, così decidemmo di verificare e approfondire il problema, trovando riscontri a quanto si mormorava. Innanzitutto ricordiamo che il Patto di Stabilità è uno strumento volto a far concorrere, anche gli enti locali, al risanamento della finanza pubblica. Attraverso questo patto, gli enti locali si sono impegnati a ridurre progressivamente il finanziamento in disavanzo delle spese ed a ridurre il rapporto fra il proprio ammontare di debito ed il prodotto interno lordo. Dopo questa dovuta precisazione, torniamo all’oggetto del contendere: il Comune per tre trimestri consecutivi aveva sforato il suddetto patto. È vero che da qui alla fine dell’anno manca ancora un po’ di tempo per aggiustare i “conti” ma la tendenza è preoccupante. Le conseguenze di uno sforamento definitivo del Patto di Stabilità sarebbero preoccupanti per un Comune come il nostro già gravato da debiti e con un personale già sotto organico. Infatti il mancato rispetto del patto comporterebbe riduzioni forzate delle spese correnti, l’impossibilità di procedere all’assunzione, a qualsiasi titolo, di nuovo personale e l’impossibilità di accendere nuovi mutui.
Questo è un altro pomo della discordia. Infatti i nostri amministratori, dal loro insediamento, stanno facendo massiccio ricorso all’indebitamento a lungo termine (siamo “impegnati” finanziariamente già oltre il 2030), peraltro per opere per niente strategiche, viste le priorità del nostro comune (si pensi ai mutui accesi per la strada delle “Scalinatelle”, per il parco giochi del Parco De Lucia, per la tanto strombazzata erba sintetica di ultima generazione del campo sportivo e così via).
Dopo la nostra denuncia, d’improvviso, tutti a lamentarsi che si sono dovuti pagare debiti (300.000 euro) delle passate amministrazioni (e i miliardi di debiti, in vecchie lire, che l’amministrazione Pesce ha ripianato
senza piagnucolare? Tutto fa parte del gioco…cari amministratori). Dopo queste premesse invitavamo la Giunta a ripensare seriamente alla priorità delle “cose da fare” (peraltro delle grandi opere come la caserma
dei carabinieri, la casa comunale ecc., previste nel piano triennale, non è stato posata nemmeno la prima pietra e dubitiamo che nei 18 mesi che restano per la fina della legislatura si riesca a fare qualcosa) e suggerivamo di prestare più attenzione alle politiche occupazionali, ai giovani, agli anziani ed alla sicurezza e vivibilità del nostro paese. In occasione delle elezioni comunali ho sentito spesso dire che per amministrare un comune “piccolo”come il nostro basterebbe il buon senso di un padre di famiglia. Solo buoni propositi: quando mai si è visto un padre accumulare debiti anche per spese “voluttuarie” (nel nostro caso per acquisire consensi e per dare all’amministrazione un’immagine attiva ed operosa), rendendo sempre più incerto il futuro dei suoi figli?
Concludo con un’ultima riflessione: non vi sembra fin troppo semplice, cari cittadini, amministrare ricorrendo sempre ai debiti? Ma poi chi li ripagherà questui mutui? Chiedete e pretendete efficienza e trasparenza!!
per i Democratici di Sinistra
dott. Agostino Morgillo



