
Morgillo: Incontro "Domani è un altro giorno"
Morgillo:"I 5 anni del governo Berlusconi sono stati anni nei quali i Paese ha sofferto, dal punto di vista economico, sociale, dei diritti, della moralità, della giustizia. Proprio quel governo che aveva promesso lo sviluppo contro ogni previsione, al punto da chiamarlo “miracolo italiano”, ha fallito tutti gli obiettivi facendo fare pericolosi passi indietro alla stabilità dei conti pubblici, all’economia nazionale e alla sua competitività. Ma non è stato l’unico danno che questo governo lascia in eredità. Scorrendo in rapida successione gli anni di questa legislatura ci si accorge di quanto ampio sia stato il tentativo di disarticolare il corretto funzionamento del nostro Paese, a danno della gran parte dei suoi cittadini e ad unico vantaggio di pochissimi. Come Democratici di Sinistra abbiamo contrastato duramente questa impostazione, con battaglie parlamentari anche aspre nelle quali ci siamo battuti per difendere le buone ragioni di una politica che non andasse contro gli interessi generali del Paese.
Di questi 5 anni, oltre alle bugie del governo (vedi il pessimo inizio del presunto buco lasciato dal centrosinistra nei conti pubblici, il fallimento della sua politica economica, il basso livello di moralità in cui ha fatto precipitare il paese, le leggi vergogna per una giustizia più debole, i continui attacchi ai diritti civile ed alle garanzie sociali dei cittadini e la politica dei condoni, ricordiamo soprattutto l’attacco alle regole fondanti della nostra vita democratica. E’ stato, infatti, approvato a colpi di maggioranza uno stravolgimento della Carta Costituzionale che ne ha riscritto ben 40 articoli. Una riforma, quella della Devolution, frutto di un mero scambio politico tra la Cdl e la Lega che mette a rischio l’integrità del Paese e l’uguaglianza dei diritti. Una riforma contro la quale i Democratici di sinistra e il centrosinistra si sono opposti fino all’indizione di un referendum costituzionale sul quale saranno chiamati nei prossimi mesi ad esprimersi gli italiani per bloccare questo pericoloso tentativo di riscrittura della Costituzione repubblicana. E come se non fosse stato sufficiente tutto ciò, in chiusura di legislatura è arrivato l’ennesimo colpo di mano: la modifica della legge elettorale. Dopo 12 anni di sistema maggioritario, è stato rimesso in discussione il metodo d’elezione che ha portato, anche in Italia, alla formazione di un concreto sistema bipolare ed è stato sostituito nel giro di pochi giorni da una legge interamente proporzionale. Un balzo nel passato la cui unica ragione è lo squallido calcolo di un centrodestra consapevole di non essere maggioranza nel Paese e interessato unicamente a limitare i danni di una sconfitta".
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| 25_03_2005 Programma manifestazione Domani è un altro giorno.pdf | 66.14 KB |



