
Legalità: la crisi del Consorzio Agrorinasce e rischio chiusura Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata
L'esperienza esaltante ed importante del Consorzio Agrorinasce rischia di arenarsi per penuria di fondi. E' vero che la crisi che stiamo vivendo oramai da anni ha prosciugato anche le casse degli enti locali coinvolti in questo importante progetto a causa dei continui tagli cui sono sottoposti dal governo centrale. Ritengo, però, che si tratti anche, se non soprattutto, di volontà politica e da uno scemato interesse per questo tema da parte delle istituzione preposte.
Gli operatori, da mesi, non percepiscono gli stipendi, nonostante avessero proposto soluzioni alternative per dare un futuro ad uno dei presidi reali e fondamentali per il riscatto sociale, civile e democratico della nostra Provincia.
Su questa vicenda grave è assordante il silenzio, fa male l'indifferenza delle istituzioni deputate ma anche di chi più è impegnato su questo fronte della lotta alla crimilità organizzata.
Che fine farà tutto il lavoro svolto fino adesso? Non possiamo permetterci questo regalo alla camorra.
Notizia altrettanto drammatica è il rischio chiusura dell'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Infatti, il ministero dell'Economia ha espresso parere negativo alla richiesta di proroga fino al 31 dicembre 2013 della disposizione contenuta nel decreto 159/2011 che consente all'Agenzia di avvalersi del personale proveniente dalle altre amministrazioni dello Stato e di stipulare contratti a tempo determinato. Personale che, di fatto, rappresenta la quasi totalità del personale della struttura.
Diciamo tutti che le sorti della nostra terra devono essere altre, diverse, migliori...allora impegniamoci, ognuno per la propria parte, già su questo punto. Mobilitiamoci, facciamoci sentire!



