
L'amore nelle canzoni di De Andrè
L’amore nelle canzoni di Fabrizio non viene descritto banalmente (amore/cuore) bensì in un'accezione più tormentata, più leopardiana, più di vita vera. Un amore vagheggiato, rincorso come etreno ".....non ci lasceremo mai, mai e poi mai...." ma anche gestito, determinato dal destino "....sarà la prima che incontri per strada, che tu coprirai d’oro, per un bacio mai dato, per un amore nuovo...." Un destino che farà capolino anche per un nuovo amore, che durerà lo spazio di un’altra emozione e le parole pronunciate in quel momento "....fra un mese, fra un anno..." saranno già dimenticate. L’amore però, nelle sue canzoni, è anche follia "....se mi vuoi bene, tagliati dai polsi le quattro vebne...", sofferenza "...i tuoi larghi occhi, cge restavan lontani, anche quando io sogbnavo, anche mentre ti amavo....", morte "....e lui che non ti volle creder mlorta, bussò cent’anni ancora alla tua porta...", gioco ".......il giocò divertì la graziosa, che molto spesso alla fontana, tornò a bagnarsi, pregando Dio, per un soffio di tramontana....", immaginazione "....allora nei momenti di solitudine, quando il rimpianto diventa solitudine, una maniera di viversi insieme, si piangono le labbra assenti, di tute le belle pasanti, che non siamo riusciti a trattenere...), ma indipendentemente da tutto è un'opportunità da non disperdere ".....quando carica di anni e di castità, tra i ricordi e le illusioni, del bel tempo che non ritornerà, non ti servirà il ricordo, non ti servirà, che per piangere il tuo rifiuto, del mio anmore che non ritornerà...".
Un amore, quindi, molto "terrestre", "umano", lontano dalle teorie e raccontato per quello che fondamentalmente è: un'altalena fra bene e male. Lo stesso schema dell'azione umana.
Vicino all’more del sentimento, abbiamo poi l’amore materiale negato dagli schemi ipocriti. Un amore che viene riportato alla liuce senza alcuna mediazione usando contro queglim schemi di cui sopra "figure mitixzzate" della sessualità sia quella mercenaria che per diletto. Per farlo gli basta fare quattro passi per le stradine di genova e incontrare, per esempio, la bimba che “....canta la canzone antica, della donnaccia, quel che ancoraq noj sai tu lo imparerai, solo qui fra le miei braccia” e che “se alla sua età le difetterà, la competenza, presto affinerà le capacità con l’pesperienza....” o la graziosa che “....per tutta la notte sta sulla soglia, vende a tutti la stessa rosa...” o la puttana che “....se amarla ti bvien la voglia, pbasta prenderla per mano....”.
Fabrizio nel suo errare per quelle strade incontra anche Princesa, una transessuale che a un avvocato “....reagala il cuore, e un passeggiare recidivo, nellam penombra di un balcone....”, tra chi “....l’amore lo fa per noia, chi se lo sceglie per professione....” e trova a nche chi lo faceva per passione, bocche infedeli al sapor di frasgola e miele, che sanno che ogni letto di sposa è fatto di ortica e mimosa e che quindi come Jamin-a lua....de pelle scua, sultana de e bagascie, sanno cge....c’è amore un po’ per tutti, e tutti quanti hanno un amore, sulla cattiva strada.



