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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Laicità dello Stato, Patti lateranensi e Concordato (Ior, docenti di religione, otto per mille, legge 40, legge 194, ecc.)

Questo vuole essere un modestissimo contributo programmatico per il mio Segretario nonché Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Dovremmo essere tutti d’accordo sulla circostanza per la quale uno Stato può essere definito laico quando non fa propria una morale di matrice religiosa. In quest’ottica esso si contrappone allo Stato clericale in cui i precetti propri di una fede sono seguiti dallo Stato medesimo e diventano vincolanti per tutti i cittadini. Il principio di laicità, pur non essendo citato espressamente, è uno dei principi fondanti della nostra Costituzione.

La sua esistenza discende, anzitutto, dal fatto che il nostro ordinamento si ispira al principio pluralista. Da esso deriva l’impossibilità per lo Stato, di dare prevalenza ad un orientamento ideologico rispetto ad un altro. Il principio di laicità si ricava, dunque dalla lettura combinata di numerose disposizioni della Costituzione. Come ha precisato al Corte costituzionale con la sentenza n.203 del 1989, il principio di laicità, declinato negli articoli 2, 3, 7, 8, 19, e 22, rappresenta un principio “supremo” che non potrebbe essere eliminato neppure mediante il procedimento di revisione costituzionale. Nell’articolo 7 si stabilisce la “separazione tra ordine religioso e ordine temporale”.

Questo rappresenta il pilastro del principio di laicità, che pretende che non ci siano intromissioni ed interferenze fra i due ordini.

Nell’articolo 8 si stabilisce il principio di “ eguaglianza delle religioni fra di loro”. Questo principio, che non è ancora stato completamente realizzato, pretenderebbe che tutte le religioni abbiano uguale spazio ed uguali diritti.

In ogni caso, non si può ignorare che compito dello Stato deve essere garantire la parità tra le diverse confessioni religiose. Da questi due articoli ne deriva sia l’inammissibilità di discipline volte ad assicurare ad una fede un trattamento privilegiato rispetto a quello riservato alle altre, sia il divieto di discriminare una confessione specifica rispetto alle altre. Inoltre, dal punto di vista dei singoli, il supremo principio di laicità impone di dare analoga tutela al sentimento religioso di tutti, ivi compresi gli atei.

In questo mese di febbraio è ricaduto l’ottantacinquesimo “compleanno” dei Patti lateranensi ed il trentesimo del “nuovo” Concordato.

Grazie ai quali abbiamo lo Ior e relativi scandali di cui abbiamo letto in abbondanza compresi gli interventi della Banca d’Italia, i cappellani ospedalieri (mentre nella sanità pubblica…) scelti dai vescovi e pagati da tutti i contribuenti (cappellani che troviamo anche nelle carceri, nell’esercito, nella polizia, nei cimiteri e così via), idocenti di religione sempre scelti dai vescovi e pagati da tutti i contribuenti per insegnare, grazie al Concordato, una sorta di catechismo nella sempre più sgarrupata scuola pubblica (hanno calcolato che approssimativamente ci costano più di un MILIARDO di €), l’otto per mille (legge istitutiva sempre di derivazione concordataria…hanno calcolato che se si eliminasse l’assurda ripartizione delle scelte inespresse si potrebbero risparmiare ogni anno più di 600 milioni di €).

Nessun parlamentare, a quanto mi risulti, ha presentato un solo progetto di legge per intervenire su questi problemi.

Caro Matteo che dici…vogliamo cambiare verso su questi argomenti visto che la nostra società è sempre più laica, secolarizzata e plurale?

 

P.S. Temi, non sarò esaustivo, per i quali non siamo seriamente laici e sui quali le gerarchie ecclesiastiche hanno esercitato ed esercitano pesanti influenze ed interferenze:

- la negazione degli alimenti per le donne per le quali le nozze non risultano mai essere esistite a causa della ricezione civile delle nullità matrimoniali decretate dal tribunale ecclesiastico;

- la legge 40 una legge arretrata, una delle più retrograde del pianeta…esclude la fecondazione eterologa, limita la fecondazione assistita alle coppie eterosessuali in età fertile e solo in presenza di accertata sterilità o infertilità, vieta il congelamento degli embrioni; assicura i diritti del concepito ma costringe la madre a subire l’impianto anche degli embrioni malati; vieta la ricerca scientifica sugli embrioni; ammette l’obiezione di coscienza (Le Monde la definì "una legge burqa");

- la legge 194 voluta dai cittadini attraverso un referendum l’obiezione di coscienza e praticamente inapplicabile a causa dell’obiezione di coscienza (sette ginecologi su dieci sono obiettori di coscienza, in continuo aumento e con percentuali che superano l’80 per cento nel Sud e il problema non riguarda solo le interruzioni volontarie di gravidanza, ma soprattutto gli aborti terapeutici).