
La figura di Peppino Capobianco
Pur nella tristezza della rievocazione, avvertiamo un senso di intima trepidazione e fascinazione quando, come per questo nono anniversario dalla sua morte, si sente l’obbligo morale di ricordare il nostro Peppino Capobianco, nostro e non solo perché nacque a S. Maria a Vico il 27 luglio del 1926. Da qui emigrò dopo pochi anni per seguire il padre, ufficiale dell’esercito, trasferito al Poligrafico Militare a Gaeta per ritornarvi, in modo rocambolesco, subito dopo l’Armistizio. Terminati gli studi superiori si iscrisse alla facoltà di Ingegneria. Nello stesso anno, il 1945, colpito nell’animo dalla violenza, dall’assurdità della guerra e dopo l’esperienza vissuta con gli sfollati e gli sbandati a seguito dell’8 settembre, decise di iscriversi al PCI. Inizia in questo momento la storia del “rivoluzionario di professione”. Questa scelta gli procurò non pochi problemi. In primo luogo turbò la serenità familiare, non essendo il padre d’accordo con questa sua decisione ed ancor di più con la scelta di abbandonare gli studi per dedicarsi esclusivamente alla politica. La situazione degenerò al punto che i due arrivarono a non parlarsi più ed evitavano di stare nella stessa stanza. A questo punto Peppino andò a vivere da solo.
In secondo luogo l’iscrizione al PCI gli comportò problemi anche dal punto di vista personale. Infatti, scegliere nel dopoguerra, in una provincia come la nostra, di militare nel partito comunista, significava stare all’opposizione nelle condizioni più difficili, subire pesanti discriminazioni e persino reali persecuzioni (ricordiamo il periodo di latitanza al quale fu
E pieno di passione e di idealità iniziò a partecipare ed organizzare le lotte contadine: è significativo ricordare a tal proposito l’occupazione delle terre incolte di Capua, convinto da sempre che la terra dovesse andare “ a chi la lavorava”. Negli anni ‘50 ricoprì svariati incarichi politici e sindacali (C.G.I.L.), sia in Campania che in Abruzzo. Fu prima consigliere comunale a Maddaloni, Marcianise e S. Felice a C.llo, poi consigliere provinciale. Nel ‘70 sostituì Bellocchio alla segreteria provinciale del
Nell’85 lasciò la politica attiva trasferendosi a Chiazzo per dedicarsi anima e corpo allo studio e alla storia del movimento operaio, delle forze politiche casertane e campane, aprendo, così, nuove prospettive di ricerca su fasi importanti della storia meridionale, quali le lotte contadine per la terra, la funzione della Chiesa durante il fascismo e la resistenza all’occupazione tedesca. Preziosissimo e fondamentale, ad esempio, è stato il suo contributo per la ricerca della verità e della giustizia nel massacro di civili compiuto ad opera delle SS a Monte Carmignano di Chiazzo. Fu grazie anche alle sue ricerche, infatti, che il P.M. dott. Albano poté
Peppino è stato tutto questo: quarant’anni di appassionato e rigoroso impegno politico, totale abnegazione al partito. Non pensava ad altro, trascurando la sua persona, persino le più elementari esigenze di sopravvivenza quotidiana, ed i suoi affetti più cari. La sua vita è stata al servizio della Politica, quella veramente degna della maiuscola ed il senso della sua vita fu quello di servire il partito, il “suo” partito, rappresentato da giovani, donne, lavoratori e gente per bene, con l’unico obiettivo di migliorare le condizioni di vita e i diritti di tutti nella libertà, nella pace, nella giustizia. E lo ha fatto con purezza d’animo, slancio ideale, rigore morale e totale disinteresse personale, sempre lontano dagli adattamenti opportunistici ma anche dai semplici cedimenti alle mode politiche e culturali che andassero contro i suoi principi.
Ed è proprio per questo che decidemmo, tempo fa, di intitolare la sezione dei Democratici di Sinistra di S. Maria a Vico alla sua memoria.
Come esempio di un grande che è rimasto schivo e semplice fino alla morte.
Come un generoso.
Come un padre forte e sereno.
Come un’idea che non muore.
Grazie, Peppino Capobianco.
A nome dei compagni di S. Maria a Vico e di coloro che ne conservano ancora viva la memoria.
Agostino Morgillo
Sezione dei D.S. “Peppino Capobianco” di S. Maria a Vico (CE)



