
La carta degli intenti del pd...un buon inizio
Chi mi conosce Sa che nel Pd ho creduto sin dalla nascita e, nel contempo, soprattutto negli ultimi tempi, che sono stato molto critico nei suoi confronti. La carta degli intenti presentata la settimana scorsa da Bersani la ritengo un buon inizio da verificare, poi, alla prova dei fatti. Pier Luigi ha fatto una cosa semplice da un lato ed innovativa dall'altro. Semplice perche', finalmente squarciando il velo della politica politicante, ha aperto porte e finestre del partito, ha deciso di uscire nelle strade del paese e farsi attraversare dalle tensioni e dalle passioni che innervano e scuotono il paese; presentarsi con le proprie idee ed ascoltare quelle degli altri....conquistarsi sul campo la credibilita' necessaria e suscitare la speranza che accende la buona politica. Ci sono tante energie che aspettano solo di essere scoperte e liberate. La frontiera del pd e' qui....nei tanti e diversi territori della società. Sen le nostre passioni, qualsiasi sfida per il governo del paese diventa fragile. Nella carta di Bersani ho trovato buona parte delle parole fondamentali della sinistra e cioè La centralità del lavoro, la tassazione delle grandi rendite finanziarie, il conflitto di interessi, lo sviluppo sostenibile ed i beni comuni, i diritti per gli immigrati, il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali e tanto altro ancora. Una carta snella, comprensibile, sostanziale, con i piedi a terra e non quell'immenso catalogo del governo Prodi ( non sono mai riuscito a finirlo...). L'innovazione e' stata anche procedurale perché ci si stava impantanando sulle primarie di partito, di coalizione, a doppio turno primarie che somigliavano sempre di più ad un concorso di bellezza ( ribadisco ancora una volta che a statuto vigente, l'unico candidato del pd e' e resta Bersani perché tanto tafazzismo in giro?). Agli iscritti, ai militanti, alle persone comuni tutto questo importa davvero poco. Così come ci si stava impantanando sul problema delle alleanze: il centro, la sinistra, il centro che guarda a sinistra, la sinistra che converge al centro e nessuno che si sia posto la domanda....ma per fare cosa? Ci si stava perdendo nelle geometrie politiche completamente avulsi dal sentire del paese reale. Finalmente qualcuno ha detto: prima il programma ed il confronto su cosa fare e poi la scelta sulle alleanze e del candidato premier. Semplice? Logico? Non fino ad ora. Questa e' la strada che deve essere percorsa e senza tentennamenti. Ci si deve aprire ad un'ampia consultazione che non deve rimanere nelle mura del partito ma deve essere aperta alle altre forze politiche, ai cittadini, ai movimenti, alle associazioni, ai sindacati, al volontariato. Noi non siamo mai stati un uomo solo al comando, ma un noi che si batte per gli stessi valori condivisi. Come diceva Berlinguer...ci si salva e si avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno.



