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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Iniziativa provinciale di Morgillo. Raccolta firme a favore di Libera

Care compagne e cari compagni,

l’elenco delle “leggi vergogna” di questo indecente governo è destinato ad allungarsi….Infatti è all’attenzione del Parlamento il ddl 5362Delega al governo per il riordino della disciplina in materia di gestione e destinazione delle attività e dei beni sequestrati o confiscati alle organizzazioni mafiose”, che prevede la possibilità di revisione, senza limiti di tempo e su richiesta di chiunque sia titolare di un “interesse giuridicamente riconosciuto”, dei provvedimenti definitivi di confisca”.
Il centrodestra si è affermato promettendo libertà, ricchezza, modernizzazione. E magie: meno tasse e più di tutto per tutti. Ma questi anni di governo Berlusconi sono stati anni nefasti per l’Italia: è stato compresso il lavoro e i suoi diritti, spenta la competitività delle imprese, esaltata la disuguaglianza, riacceso il motore del debito pubblico, favorita l’illegalità e l’irresponsabilità sociale, riconsegnato l’ambiente all’abusivismo e agli inquinatori, devastata la scuola e la ricerca scientifica, consumata la memoria storica di un Paese risorto nei tempi moderni grazie alla Resistenza e all’antifascismo. Disarticolati i poteri dello Stato e assoggettata l’informazione. Promossa la divisione dell’Europa e condotta l’Italia in guerra; registriamo la perdita di credibilità in Europa; il carovita attanaglia i redditi medio-bassi; è tangibile il declino culturale in cui è scivolato il nostro Paese; è stata attaccata la sanità pubblica; è continuamente minacciata l’indipendenza della magistratura.
Alla guida del Paese si è insediato un coacervo di forze complessivamente prive di coscienza nazionale e di senso morale.
Ricordiamo la legge Cirielli, che inevitabilmente avrà l'effetto di un'amnistia generalizzata e incontrollata (mentre lorsignori si trastullano con riforme che non servono e che anzi peggiorano le cose: la legislatura sta finendo senza che un solo problema della giustizia sia stato affrontato. Non la si è dotata di nessuno strumento che serva a snellirne le procedure. Per giunta, se passerà anche la legge che abolisce la possibilità di appello da parte del pm, tutti i ricorsi finiranno in Cassazione, ingolfando ulteriormente il lavoro della Suprema Corte. Questa legge è un'assurdità. Lo diceva già Cesare Beccaria che non è con la gravità, ma con la certezza della pena che si contiene il crimine. In questo caso abbiamo l'esatto contrario: pene più gravi per delitti che non verranno mai puniti, grazie alla prescrizione). Non meno gravi ed indecenti sono: il lodo Schifani, bocciato dalla corte costituzionale; la legge sulle rogatorie, che nessun tribunale ha applicato; la legge sul falso in bilancio, che ha abbassato il tasso di legalità del sistema economico, proprio quando ce n'è più bisogno, come dimostrano gli scandali finanziari nazionali e internazionali; la legge Gasparri; la iniqua legge Bossi-Fini, e dulcis in fundo la risibile legge sul conflitto di interessi. Il Governo e la maggioranza attuali continuano quindi in una linea di legittimazione di ogni sorta di illegalità, di benevola comprensione per qualsiasi reato economico che possa essere stato commesso, nella convinzione che nessuna regola del gioco può essere accettata perchè in ogni caso è la regola in sè che è sempre troppo stringente e, quindi, può essere violata, anzi secondo esternazione recenti, va violata, tanto la stessa violazione verrà successivamente sanata. Purtroppo è sempre più chiaro che è in questi frangenti che il Governo esprime al meglio la propria essenza ideologica, senza capire che solo società ordinate e rispettose di regole condivise possono avere un futuro, e che è la lungimiranza delle classi dirigenti che crea la forza e rappresenta il futuro di un Paese. 

Ritornando all’oggetto di questa mia breve riflessione e ripercorrendo la storia normativa di questa delicata materia intendo ricordare la grande lotta ai patrimoni delle mafie nel nostro paese che muove i primi passi nel 1982 con la legge Rognoni-La Torre e che introduce nel nostro ordinamento il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso. Si comincia allora, infatti, a ritenere che nelle ricchezze accumulate dai clan esista una pericolosità intrinseca, al di là dell'accrescimento di potere che garantiscono alle organizzazioni criminali. I beni, infatti, non sono soltanto funzionali all'azione dei singoli mafiosi o dell'intera organizzazione ma rappresentano, con la loro stessa esistenza, una pericolosa distorsione del mercato, con gravi ripercussioni sugli equilibri economici di intere aree del Paese, in particolare nel Mezzogiorno. Per questo la lotta ai patrimoni mafiosi è sempre stata indicata come una priorità da tutti coloro che si sono impegnati e si impegnano tuttora nel contrasto alle organizzazioni criminali.
Nel 1996 è stato compiuto un ulteriore passo in avanti: la legge 109 sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, approvata quell'anno, prevede, infatti, l'assegnazione di questi patrimoni illegali a quei soggetti - privato sociale, volontariato, cooperative, Comuni - in grado di restituirli con la loro opera alla comunità, facendone simboli tangibili del ripristino della legalità.
Tutto questo oggi è in serio pericolo. Nessun provvedimento di confisca, di fatto, sarà mai definitivo se passerà questo provvedimento governativo.
Per questi motivi è giusto che noi, come D.S. e S.G., ci adoperiamo per assicurare il nostro contributo all’appello promosso dall’associazione Libera, iniziativa volta ad ottenere un serio e approfondito ripensamento in sede di dibattito parlamentare del disegno di legge.

In allegato troverete il modulo per la raccolta delle firme di adesione all’appello ed il ddl in questione.

Un’unica raccomandazione…. fate rientrare i moduli per la prima settimana di Gennaio in Federazione (via fax o consegnato pro manibus).

Se i fogli del modulo, in alcuni casi, non dovessero bastare chiaramente si possono fotocopiare quelli inviati.

Vi ringrazio anticipatamente per la sensibilità e la disponibilità che vorrete mostrare nei confronti dell’iniziativa.

Un abbraccio fraterno.

 

                  Agostino Morgillo

Responsabile provinciale Diritti Civili e Legalità