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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

I fuochi, i rifiuti, la nostra Terra, la Marcia per la Vita

Non mi stancherò mai di ripeterlo: i problemi ambientali della provincia di Napoli e di Caserta non sono solo problemi nostri. Sono problemi che riguardano l’intera nazione.
In primis perché siamo anche noi cittadini italiani, quindi con gli stessi diritti di tutti gli altri (dovremmo recuperare un senso di solidarietà, di comunità ormai fortemente logorato, deteriorato, sgualcito).

In secundis perché perché i prodotti contaminati, coltivati sulle nostre terre inquinate dai continui roghi tossici, da sversamenti abusivi di materiale nocivo e persino da discariche sulla carta legali ma spesso infarcite in modo criminale anche di scarti tossici, finiscono nel piatto di tutta Italia e non solo.

Nessuno può e deve sentirsi escluso, al sicuro.

I rifiuti tossici interrati o lasciati in strade e campagne per poi essere incendiati non sono rifiuti urbani, ma scarti industriali. Molti provenienti dal Nord o frutto di lavorazioni in nero. Uno smaltimento che abbatte notevolmente i costi per le industrie. Costi, però, che paghiamo noi cittadini in termini di salute ed il Servizio Sanitario nazionale per le prestazioni da erogare. I tumori, in questo territorio, sono quasi triplicati in meno di 20 anni a causa soprattutto delle sostanze tossiche ingerite, ma anche di quelle respirate.

Non si tratta di una crociata Sud contro Nord. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Le imprese che hanno stretto tali tipi di accordi scellerati con la camorra hanno lucrato sulla nostra pelle. I profitti sono rimasti privati, i costi, in senso ampio, sono stati “socializzati”, sono ricaduti sulla collettività.

Nessuno può dirsi all’oscuro di quanto sta accadendo. Nessuno.

Un’imprenditore non poteva non sapere o immaginare il motivo per cui smaltire rifiuti, come hanno fatto, costasse così poco.

Un’imprenditore non può non sapere o immaginare il motivo per cui comprare un kg. di pomodori costi 0,8 €, quando produrlo ne costa 0,7€.

Dovremmo conoscere i nomi di chi ha fatto affari sulla nostra salute, anche per boicottarli, visto che sugli interessi, sui soldi sono così sensibili.

Si è coltivato e si coltiva di tutto anche su terreni interdetti da anni alla coltivazione e, peggio ancora, irrigati con acqua di pozzi contaminati (anch'essi interdetti da anni a causa dell'alto tasso di inquinamento).

Quegli stessi ortaggi e quelle stesse verdure che poi sono anche venduti anche al mercato della grande distribuzione come surgelati o in latta (pomodori pelati e passata di pomodoro).

Prodotti contaminati che finiscono, quindi, sulle tavole di tutti noi.

Lo Stato, certo, si è reso colpevole di molte omissioni, quando non di vere e proprie connivenze.

Ma chi è lo Stato? Cos’è lo Stato?

E noi? In tutti questi anni cosa abbiamo fatto, cosa/chi abbiamo denunciato (tranne rare eccezioni, logicamente)? La nostra indifferenza? La nostra omertà? La nostra connivenza?

Tutto questo per quanto tempo ancora? Quanti altri morti dovremo contare?

E le bonifiche (per esempio anche con l’uso dei patrimoni sequestrati alla camorra)? I controlli, quelli veri? Il registro dei tumori? Un uso alternativo di queste terre? Un ciclo virtuoso dei rifiuti? Ma soprattutto, la verità? I responsabili?

Rialziamoci, riappropriamoci della nostra Terra!!

Sarà una battaglia durissima, gli interessi sono enormi, le corresponsabilità sono importanti.

Sono convinto, però, che se ognuno (noi cittadini, le forze dell’ordine, i politici ai vari livelli) facesse costantemente la propria parte, potremmo ritornare a sperare per la nostra Terra.

Sto parlando del nostro futuro, del futuro dei nostri figli…

P.S. Vi aspetto venerdì 4 ottobre per la 'Marcia per la Vita' che partirà da Orta di Atella per terminare a Caivano.