
Figli di Troika!
Ho una mia personale visione di quanto sta accadendo in Grecia e cioè che da parte dei creditori non c’era alcuna volontà di compromesso ma solo una guerra di logoramento per creare le condizioni di un cambiamento politico.
Il problema di fondo è se si vuole essere un paese membro di pari dignità in un’Unione Europea di popoli liberi oppure un paese-colonia per sempre satellite.
I greci stanno subendo un ricatto inaccettabile.
Si sta resistendo per la dignità, l’orgoglio e la libertà della Grecia.
Molto probabilmente qualcuno voleva sottomettere il governo di sinistra greco, voleva umiliarlo perché non c’è posto per chi non accetta i dogmi dell’austerità.
E gli altri paesi europei? La codardia, l’egoismo, l’ignavia e la viltà di molti di loro hanno lasciato mano libera ai liberisti oltranzisti, sabotando ogni ipotesi di compromesso. Se alla fine ci sarà l’esplosione dell’eurozona nessuno sarà al riparo. Forse non è troppo tardi per far sentire la loro voce. Il nostro governo non dovrebbe solo limitarsi a tranquillizzare gli italiani sulle conseguenze della crisi greca e non dovrebbe limitarsi a confidare sul buon senso del popolo greco (che vorrebbe dire votare si al referendum).
Papa Francesco ha parlato di economia che uccide. E non è un’economia che uccide anche quella di Bruxelles? Qualcuno ha dichiarato una guerra, non è una guerra in cui si vede sangue, macerie, feriti. E’ uno spettacolo comunque umiliante e feroce. E’ la guerra dichiarata dai ricchi ai poveri dei paesi più fragili. Si vuole dimostrare, con ogni mezzo, che chi sta in basso mai e poi mai potrà sperare di far sentire le proprie ragioni, contro le loro fallimentari strategie.
Si è passati da un confronto tra rappresentanti di popoli a quello tra creditori e debitori per finire ad uno schema amico-nemico. Altrimenti come si potrebbe pensare che un creditore cerchi di uccidere il proprio debitore come invece il Fmi sta facendo con i greci?
Il tutto giustificato da una confusione menzognera su diversi aspetti dell’economia greca. Caso emblematico…il problema pensioni. L’età pensionabile definita “scandalosamente bassa” dei greci. Gerry Rice, uno della Troika, ha addirittura dichiarato che “la pensione media greca è allo stesso livello che in Germania, ma si va in pensione sei anni prima…”.
L’Eurostat segnala, fin dal 2005, l’età media pensionabile per i cittadini greci a 61,7 anni (quasi un anno in più rispetto alla media europea, la Germania era allora a 61,3, l’Italia a 59,7) e ci dice che nel 2012 la spesa pensionistica pro capite era in Grecia all’incirca la metà di Paesi come l’Austria e la Francia e di un quarto sotto la Germania.
Il Financial Times ha dimostrato che “accettare le richieste dei creditori significherebbe per la Grecia dire sì ad un aggiustamento di bilancio… pari al 12,6% nell’arco di quattro anni, al termine dei quali il rapporto debito-PIL si avvicinerebbe al 200%”.
Krugman ha mostrato come l’avanzo primario della Grecia “corretto per il ciclo” è di gran lunga il più alto d’Europa: due volte e mezzo quello della Germania, due punti percentuali sopra quello dell’Italia.
Quest’Europa non mi appartiene. Non è questa l’Europa che ho sognato.
Ho vergogna per quest’Europa.
Quello che sta accadendo è un colpo di stato finanziario organizzato da un totalitarismo finanziario che non tollera punti di vista alternativi, a costo di portare nel baratro l’Europa.



