
Figli contro genitori
Mi capita spesso di discutere con genitori di figli tra i venti ed i trenta anni della loro vita, della gioventù, delle loro esperienze politiche, sogni, speranze, progetti e poi rapportare tutto questo alla mia vita, a quella dei miei coetanei (anno in più anno in meno poco conta). Quindi fare dfferenze, scontrarsi, ragionare ed incazzarsi pure. Generalizzando logicamente, penso che i nostri genitori non sono stati buoni genitori (educatori) perchè non sono riusciti a atrasmettere a noi alcun senso della misura. QAuella, per esempio, del tempo, della crescita, dell'avere e degli averi, del parlare, del consumare. Ci hanno fatto salire sull'ottovolante impazzito e senza senso della società consumistica, dello sviluppo (falsamente) senza fine e tutto questo senza fornirci di anticorpi o antidoti. Fino al punto, quando è arrivato il loro momento, di dover dire che njon c'è più posto, non c'è più lavoro....non c'è più futuro. Voglio, però, anche aqggiungere che se ciò che rende schiavi è il consumo acritico, comulsivo di qualsiasi cosa, temo che la maggior parte dei giovani non ne abbia proprio coscienza. insegnare a non lasciare le luci accese, a non farsi la doccia stando 10 munuti sotto l'acqua, a non lavarsi i denti con il rubinetto aperto, ecc. equivarrebbe a trasformarlo in unj rivoluzionario, nel senso in uno che si oppone allo sbafo, all'eccesso obbligatorio. Il risultato, però, non sempre è positivo perche il conformismo è comodo. nascere comodi, spinge a crescere comodi.



