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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Fare figli in tarda età: diritto o egoismo?

Sabato, a tavola, prendendo spunto dalla vicenda di un conoscente che diventerà padre a 46 anni e di una coppia che ha avuto un figlio a 52 anni, si è innescata la seguente discussione…fare figli in tarda età: diritto o egoismo?

Ecco il mio punto di vista (su cui non era d’accordo mio padre).
Forse quando si decide di avere un bambino a questa età si pensa solo al presente e si farebbe di tutto pur di diventare genitori. Un desiderio più forte dei problemi che potrebbero esserci in futuro con figli adolescenti e genitori…diciamolo…anziani. (ANZIANI, chiamiamo le cose con il loro nome perché in questa società assurda che mi definisce ancora giovane, io non ci capisco un granchè…se io sono giovane un trentenne, venticinquenne cosa ca..o è un adolescente?...Come definite un 60/65enne? Un adulto? Quando si è vecchi in questa società caratterizzata dalla continua lotta per allungare e medicalizzare la vita, in questo tentativo titanico di procrastinare sempre di più la morte?). Probabilmente non si pensa a quando il bambino avrà quindici anni e dovrà essere seguito nelle sue peripezie adolescenziali da due genitori “non più giovani”. Oppure quando sarà ventenne o venticinquenne e i suoi genitori settantenni o quasi non avranno la forza si seguirlo a aiutarlo per le sue necessità rispetto ad un genitore più “giovane”.
E’ vero che i cinquanta e i sessanta anni di adesso non corrispondono mentalmente e fisicamente a quelli del secolo scorso. Ma a tutto vi è un limite.
Il desiderio di avere un figlio è comune alla maggior parte degli uomini e donne. Forse è un desiderio maggiore in una donna. Desiderio che con l’età cresce sempre più.
Non è detto che tutto quello che le tecniche scientifiche permettono di fare si debba fare.

Come si può definire il “desiderio” di voler diventare genitori a 50 anni (o giù di lì), ignorando totalmente i diritti del figlio a non rimanere orfano in tenera età e ad avere due genitori sani e forti durante la sua crescita. Donare la vita è sempre una cosa bellissima, ma occorre capire se si è veramente nella condizione di fare un regalo adeguato.

Nel nostro ordinamento si tutela il diritto inalienabile del nascituro di avere una famiglia biologicamente armonica, proprio perché la funzione dei genitori cambia a seconda dell’età. Diventa una lesione del diritto del bambino, dell’adolescente, avere dei genitori che non hanno un’età biologica conforme al loro ruolo all’interno della famiglia.

Man mano che il bimbo o la bimba crescerà, dovrà fare sempre più conto sui suoi fratelli “grandi” o su persone giovani della famiglia, con i quali è necessario mantenere un rapporto assiduo, per potersi confrontare con il declino delle energie dei suoi genitori. E questo l’aspetto più difficoltoso, infatti, per i bambini, figli di genitori molto maturi. Essi sentono, assai spesso, che quei genitori sono fragili perché invecchiano. E temono di vederli declinare; temono la solitudine di chi, quando sarà adolescente, a motivo di malattie o comunque poiché le energie sono limitate e non infinite, potrà anche perdere punti di riferimento affettivi e sostegno, importanti per la sua crescita.
Secondo me è volontà di onnipotenza, desiderio di soddisfare a tutti i costi i propri bisogni, senza porsi domande sul fatto che il bambino/a si ritroverà orfana in tenera età e prima dovrà curare i genitori anziani nel momento in cui avrebbe lui/lei bisogno del sostegno dei genitori. Credo che il desiderio di un figlio non cessi mai ma credo che sia il primo dovere di un genitore pensare al figlio e non a sé stesso. E credo che la retorica dell’amore …che cura tutto…,…che basta… sia appunto retorica. Sforziamoci di vedere la cosa dal punto di vista del figlio e non del genitore.