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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Diaz: macelleria sudamericana

Diaz, una notte che ha inciso un segno indelebile nella memoria di una generazione. Di chi c'era ma anche di chi ha seguito, impotente, la violenza di stato e poi la manipolazione mediatica dei giorni successivi. La sentenza conferma che quel 21 luglio di 11 anni fa poliziotti hanno violato due volte il giuramento di fedelta' alla costituzione: con le violenze sugli ospiti della scuola e poi costruendo prove false. Legge sospesa, garanzie democratiche sospese in quella lunga notte di premeditata violenza e follia. Colpevoli. Colpevole il braccio che ha spaccato teste e zigomi, rotto denti ed inferto ferite con postimi anche permanenti. Colpevole la testa che ha tentato di coprire. Il principio Dell uguaglianza davanti alla legge non deve essere una chimera quando imputati sono uomini e servitori dello stato che hanno sbagliato. Avrei voluto, in questi 11 anni, coraggio da parte dei partiti per l istituzione di una commissione d inchiesta parlamentare che facesse chiarezza sulle responsabilità delle forze Dell ordine ma anche quelle del governo. Nessuna istituzione che in questi anni abbia chiesto ufficialmente scusa alle vittime di quella violenza sudamericana. Gli imputati, oggi, condannati, in questi anni hanno ricevuto una promozione dietro l altra fino ad arrivare ai vertici. Amnesty international definì la diaz e bolzaneto come la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale. Esperienza che ci deve insegnare che non bisogna mai abbassare la guardia, niente deve essere dato per scontato. Come la legge, la democrazia.