
Costituzione Italiana. Disposizioni transitorie e finali. XII "È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista"
Le oscenità a fini elettorali di Berlusconi su Mussolini, mi hanno ritornare la mente a qualche mese fa, a quando ho vissuto per un po’ a Roma. Girando e rigirando per la capitale, la mia attenzione è stata catturata dal numero impressionante di scritte sui muri di manifesti fascisti.
Sarò la solita palla, perché ho già scritto a tal proposito, ma ricordo che la nostra Costituzione vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista, con una sottolineatura e cioè…sotto qualsiasi forma… Un’accezione molto lata del concetto. Non solo, quindi, il plagio del partito fascista ma un’interpretazione ampia. Fascista è ogni un riferimento nostalgico al duce. Fascista è un certo tipo di linguaggio, come ripetere frasi e convinzioni del duce. Fascista è esaltare elementi della dittatura. Fascista è denigrare la democrazia e anche la Resistenza. Tutto questo è scritto nella nostra Costituzione. Interpretazione ribadita da una legge del 1952, quella di istituzione del reato di apologia del fascismo, e quella del 1993, la legge Mancino (legge che punisce con la reclusione…chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche...).
Quindi reati alla luce del sole. Reati impuniti. Ricordi di camerati morti (soprattutto vittime degli scontri con la sinistra), slogan autarchici. Credere, obbedire, combattere, etc., etc..
Quest’anno parteciperà alle elezioni politiche anche Casapound con i suoi manifesti un tantino, ma giusto un tantino rievocativi della marcia su Roma del ’22 “L’Italia in marcia”.
Chi dovrebbe vigilare, controllare, fare applicare la legge?



