
Cancellazione del 25 Aprile, del 1° maggio e del 2 Giugno
Titolo I Disposizioni per la stabilizzazione finanziaria
Art. 1
Disposizioni per la riduzione della spesa pubblica
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24. A decorrere dall’anno 2012 con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, da emanare entro il 30 novembre dell’anno precedente,
sono stabilite annualmente le date in cui ricorrono le festività introdotte con legge dello Stato non
conseguente ad accordi con la Santa Sede, nonché le celebrazioni nazionali e le festività dei Santi
Patroni in modo tale che, sulla base della più diffusa prassi europea, le stesse cadano il venerdì
precedente ovvero il lunedì seguente la prima domenica immediatamente successiva ovvero
coincidano con tale domenica.
Questo è quanto disposto dal testo della recente manovra finanziaria.
Se leggete bene, la misura riguarda solo le feste laiche (il 25 di Aprile, il 1° Maggio ed il 2 Giugno), non anche quelle religiose. A riprova della posizione supina di questo governo ai diktat vaticani. E’ giusto che ciascuno di noi contribuisca, allo sforzo necessario per non far affondare il nostro Paese (in un’altra sede parleremo delle cause che ci hanno portato sull’orlo del baratro), ma che senso ha razionalizzare le festività? Ho forti perplessità sull’efficacia della misura in sé perché all'aumento della produttività conseguente allo spostamento delle feste, corrisponderà una analoga contrazione dei consumi.
La ragione di un provvedimento simile può essere solo una. Hanno approfittato del clima di emergenza nazionale per “rendere legge” una volta e per tutte i loro istinti animali, i loro istinti peggiori, per de-valorizzare l’importanza (anche simbolica) di accadimenti storici che per me, per noi costituiscono valori. Non dimentichiamo che tra coloro che dovranno approvare questo provvedimento ci sono coloro hanno criticato, osteggiato pesantemente la celebrazione della Resistenza, hanno più volte manifestato la volontà di eliminare il primo maggio (non dimentichiamo gli attacchi allo Statuto dei lavoratori), hanno fatto strame della nostra bandiera (un Ministro che ha giurato fedeltà alla Costituzione ha dichiarato di utilizzare la bandiera Italia per pulirsi il culo) e del nostro inno, si sono spesi contro le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. E’indecente attaccare le date simbolo dei valori civili.



