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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Andreotti:"Ambrosoli, se l'è andata a cercare"

“Fraintendimento” che ha scatenato un putiferio. Scuse e rettifica immediate. Scuse insufficienti. Andreotti doveva decidersi a raccontare quelle due o tre cosette che conosce bene del caso Sindona e quindi dell’uccisione dell’avvocato milanese che fu incaricato di liquidare la Banca privata italiana di Sindona, appunto. Omicidio compiuto da un killer venuto dagli Usa e pagato 50.000 $ dallo stesso Sindona, che morirà poi in carcere "avvelenato". Andreotti non si è fatto alcun problema ad intrattenere, direttamente o per interposta persona, rapporti con una persona che per la legge era un latitante. Il problema è che mezza Italia si mosse per salvare Sindona (quello delle spericolate operazioni finanziarie, degli ostentati rapporti con la famiglia mafiosa dei Gambino e non solo, quello del crack, quello della P2), mentre l’altra mezza si girò dall’altra parte. Storia di solitudine, storia italiana. Il giorno in cui fu ucciso Ambrosoli, Andreotti ha annotato sul suo diario “Oggi ho incontrato il Presidente della Tanzania, Nyerere”. Andreotti il sette volte Presidente del Consiglio salvato dall’accusa di associazione mafiosa fino alla primavera del 1980 perché il reato è andato prescritto.