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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Amore, privazione, solitudine, totalità

 

Percepisco la vita come uno sforzo per affermare un quid che ci sfugge. 
Per poter combattere si deve imparare a percepire, sentire il peso dell'assenza dell'altro. penso che nessuna esperienza sia in grado di cancellare il senso di vuoto che l'amore, facendoci fessi, ci promette di riempire.
Nel momento in cui sentiamo che il vuoto sia stato cancellato, è molto probabile che ce ne vogliamo convincere. Un autoinganno. indipendentemente dal fatto che l'altra persona possa coincidere con il nostro desiderio inconscio, l'esigenza di totalità è così smisurata che nessuna altra esperienza la potrà veramente riempire.
Destino della vita: imparare a sopportare la privazione, la delusione della persona che ci sta vicino (qualsiasi persona essa sia, qualasiasi cosa rappresenti per noi). Essa esprime comunque un'assenza.
Potremmo dire che quando si parla di amore, insceniamo un mito. Per esempio la totalità perduta (totalità che ci riporta ai primi momenti della nostra vita, il desiderio della completezza, L'inclinazione ad essere sempre pronti a rinnovare questo senso di vuoto). Riflettiamoci su: per quanto io possa amare un' altra persona e, mettiamo caso, di essere ricambiati in egual misura, in ogni coppia esiste sempre la possibilità di perdere la persona amata. E tutte le volte che nasce una nuova relazione, questo timore si ripresenta ancora con più forza, anche se il rapporto sentimentale che siamo stati capaci di creare ci permette di avere un modo di controllare la perdita...ma questa ci riporta di nuovo al desiderio.

Quest'ultimo è acceso dall'assenza di un quid che sembra vitale e verso cui si è spinti a muoversi. In amore, l'assenza insedia l'altro prepotentemente nel nostro intimo. Nel momento in cui l'altra persona non c'è, è capace di colmare  la nostra vita.
Diventa il pensiero dominante.
Diventiamo ossessionati dalla sua immagine, un'immagine sempre parziale quella che ci torna alla mente, immagine così particolare che ci ha rapito e che ora riempie il vuoto lasciato dalla sua scomparsa.
E' come se la nostra immagine ci permetta di essere "creativi" perché è la nostra esigenza far nascere delle immagini che, anche se distanti dal vissuto reale, esprimono la nostra stessa possibilità di creare qualcosa e di riconoscere in esso tutto un mondo fantastico.
Se il desiderio è, diciamo per definizione, non soddisfatto, quando si ama, si torna a provare il senso di solitudine.
Ritengo che dentro di noi alberghi un moto per la totalità, una tensione verso la perfezione. A queste riflessioni giungo con dispiacere, perché relativamente a quesi pensieri noto la tendenza ad illuderci (probabilmente sarà anche giusto). Penso che l'amore sia sempre un'esperienza di assenza, e questa è contigua alla nostalgia.
Nostalgia ed il sentimento dell'assenza concordanti con ciò che significa la vita.
Una sensazione continua di insoddisfazione, nel mentre svolgiamo il nostro percorso terreno. Nonostante tutto e tutti, benchè si riesca ad afferrare molto. Una sensazione, un desiderio di illimitatezza, di immenso ci spinge, ma quello che riusciamo ad acchiappare è finito, limitato e allora, anche nel momento ion cui fissiamo negli occhi la persona che amiamo, in quel preciso istante possiamo leggere, forse, reciprocamente la nostalgia nei nostri sguardi.