
Alcune riflessioni sulla raccolta firme del M5S di Santa Maria a Vico contro i lavavetri
Il M5S di Santa Maria a Vico per domani ha organizzato una raccolta firme per “modificare il regolamento di polizia urbana e aggiungere l'inasprimento di pene pecuniarie e penali per i clandestini e gli abusivi che sostano presso i semafori per chiedere denaro”.
Nel comunicato stampa diffuso si legge “Ultimamente - dichiara il gruppo M5S - si è assistito ad un vero e proprio assalto presso i semafori della Via Nazionale, sia all'incrocio presso l'Assunta e sia al Viale Libertà, costringendo i cittadini, a volte letteralmente circondati, a sborsare denaro o a comprare fazzoletti". "Le bande di immigrati - spiega il portavoce - scorazzano per il paese alla mercé di criminalità organizzata, e operando talvolta furti di appartamenti e scippi, e talvolta spacciando stupefacenti”.
Innanzitutto una tale ricostruzione non mi pare corrispondere alla realtà di Santa Maria a Vico. Non sono mai stato assalito ai semafori né costretto a sborsare denaro. Ed in caso contrario avrei denunciato. Mai visto bande di immigrati scorrazzare per il paese. Non capisco, poi, come si faccia ad affermare con assoluta certezza che gli immigrati operino furti e scippi e spaccino stupefacenti. Se si rileggessero le cronache giudiziarie degli ultimi anni, ci si accorgerebbe che la stragrande maggioranza degli arrestati sono di nazionalità italiana (soprattutto per quanto riguarda lo spaccio di stupefacenti).
Forse il lavavetri, per di più di colore, non rientra negli schemi del paese ideale di qualcuno, è fuori dall'immagine di paese che qualcuno vuole.
Si sbaglia ad attribuire ai sindaci poteri solo in parte riconosciuti dalle leggi, esaltando la funzione “poliziesco-repressiva” a danno del corretto esercizio dei ruoli che la legge attribuisce alle amministrazioni locali, anche con riguardo alle politiche per la sicurezza sociale dei cittadini.
Spesso la stampa esalta questo protagonismo, per me improprio, mettendo sullo stesso piano gli spacciatori e i lavavetri, spingendo la pubblica opinione ad una percezione di allarme costante. Dovremmo sostenere politiche di recupero e di inserimento sociale nei confronti dei soggetti che vivono condizioni di marginalità e di emarginazione invece di farsi interpreti di richieste di leggi sempre più dure. Si punta a dare visibilità alle politiche repressive e ci si dimentica della assenza o della carenza di politiche sociali.
Sono posizioni che possono strappare subito l’applauso di qualcuno ma i problemi non si risolvono così. Mi piacerebbe che si rivendicassero in maniera forte, invece, diritti sociali e di cittadinanza in modo da consentire di ricondurre ogni fenomeno all’interno dei propri confini, distinguendo seriamente tra criminalità ed emarginazione. Si deve abbandonare l'idea che con la reclusione si risolvano i conflitti sociali. Anzi. Ho il timore che iniziative del genere contribuiscano le paure dei cittadini verso gli immigrati e soffiare su queste paure per alimentarle può scatenare gli atteggiamenti più violenti della nostra società. Infine, non credo proprio che, dietro richiesta di alcuni cittadini, il sindaco possa inasprire "pene penali" di competenza dello Stato :-)



