
1° Maggio, festa dei lavoratori
Una ricorrenza da non dimenticare quella della festa del lavoro, una festa che segna la prima grande vittoria dei lavoratori che, uniti in lotta, ottengono il riconoscimento delle otto ore lavorative. …
Era il 1896 quando la proposta dei lavoratori fu presentata al congresso della Seconda Internazionale di Parigi, scegliendo la data del primo maggio per commemorare la repressione, finita in strage, della manifestazione dei lavoratori di Chicago (1 maggio 1886).
La vulnerabilità del pensiero politico e la mutevolezza della civiltà ha cambiato il corso della storia al punto che oggi si può dire che ricorre la “festa del lavoro che non c’è.” E quel poco rimasto rischia la regressione nei diritti dei lavoratori con la riforma dell’art.18.
Il tasso di disoccupazione è cresciuto fino a circa il 9% a febbraio,ed ancora è in crescita. Una persona su dieci vive una situazione di precarietà lavorativa o addirittura nulla , la pressione fiscale fa il resto , il lavoro nero cresce ,la disperazione sfocia nel dolore: suicidio o criminalità!
Alla luce di una situazione così difficile, la festa di MARTEDÌ PRIMO MAGGIO DEVE assume, allora, un significato forte ed esemplare, deve:
difendere il lavoro a denti stretti, garantire un futuro ai giovani perché si riapproprino di una loro identità, dare garanzia di un programma innovativo e stabilizzante tra il mondo del lavoro , macchina amministrativa e società capitalistiche . Accrescere il dibattito politico in un clima di coesione politica e sociale: tutto in funzione del benessere comune.
Il ricordo della memoria deve servire a far rinascere la speranza, la voglia di credere e a far respirare l’aria di festa che si ripercuote in tutti i Paesi .
"Lavoratori - si legge in un volantino diffuso a Napoli il 20 aprile 1890 - ricordatevi il 1 maggio di far festa. In quel giorno gli operai di tutto il mondo, coscienti dei loro diritti, lasceranno il lavoro per provare ai padroni che, malgrado la distanza e la differenza di nazionalità, di razza e di linguaggio, i proletari sono tutti concordi nel voler migliorare la propria sorte e conquistare di fronte agli oziosi il posto che è dovuto a chi lavora. Viva la rivoluzione sociale! Viva l'Internazionale!".
Reputo attuale la citazione tratta dall’archivio storico della CGL, e giusta per rinnovare a me stessa e poi a tutti coloro impegnati politicamente che possiamo costruire un futuro se sappiamo leggere attentamente il passato.



