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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Vittorio "Son qui e faccio quello che ho sempre sognato"

Non ho avuto il piacere di conoscere personalmente Vittorio Arrigoni, ma di lui e della sua attività ho sentito parlare una persona che avevamo in comune, Assi H. ‘o libanese, da anni promotore di scambi culturali, politici ed economici tra l’Italia ed i paesi arabi  e molto amico del popolo palestinese.
Credo sia ancora presto per ricostruire le cause della sua morte. Sicuramente, al di là della mano omicida che lo ha colpito e di chi la ha armata e indirizzata, Vittorio è stato vittima del fondamentalismo e dell’intolleranza.
A Vittorio che aveva fatto dell’umanità e della verità i suoi punti di riferimento irrinunciabili, in un momento nel quale è difficile trovare stelle polari per orientarsi in questo mondo sempre più complesso e fluido, va la mia gratitudine e la mia stima, in un atto di commosso omaggio.
Scudo umano per i contadini al confine con Israele o per i pescatori che si avventuravano oltre le tre miglia dalla costa, dove scatta il blocco israeliano.
Nel suo blog  raccontava le sofferenze del popolo palestinese e anche in questi giorni aveva documentato i raid israeliani nella Striscia e le morti palestinesi nei tunnel dall’Egitto.
Aveva la fierezza dell’apolide che ha trovato il posto dove stare, la casa da costruire, la gente da abbracciare.
Vittorio ci teneva a precisare che era un volontario professionista, con la volontà del sentirsi coerente con se stesso e il professionismo di chi professa i propri valori in quello che si ritrova a fare ogni giorno.
In un paese lacerato, violentato, abbrutito, Vittorio era un pezzettino splendente di bellezza, di bontà.
Restiamo umani, diceva a noi tutti. Lui questa mattina ci sarebbe riuscito comunque, con l’energia e la voglia di chi ha la sua isola da costruire. Per me, è difficile. Ci provo a restare umano.
Vittorio insegnava a tener stretta un'idea, una speranza, un'utopia e non lasciarla sfuggire, mai. La notizia dell'uccisione di Vittorio Arrigoni colpisce dritto e in fondo, taglia, ferisce.
Lo immagino come l'eroe buono che si racconta ai nipotini prima di dormire ….e poi arriva Vittorio col suo megafono, che caccia via i cattivi con i loro carri armati….Solo che gli eroi non dovrebbero morire.
Ha scelto di vivere con i deboli, e di aiutarli senza chiedere nulla in cambio, anche i proventi del suo libro li ha devoluti all'associazione che ha creato per sostenere le vittime di Gaza.
Uno che ci metteva la faccia, con tutto il corpo. Uno che non faceva impegno part-time.
Sono qui e faccio quello che ho sempre sognato diceva…. e ciò non è da tutti, anzi….
Vorrei riuscire a mettere insieme la forza, il coraggio, la determinazione, l’amore, l’incoscienza delle tue scelte.