
Visita del commissario provinciale del Pd, Ciro cacciola. Ritrovate coerenza e credibilità
Ieri sera, alle 18:30, Ciro Cacciola, responsabile Enti Locali della Segreteria Regionale e Commissario del Pd per la Provincia di Caserta, ci ha fatto visita nella nostra modesta sezione.
Obiettivo: ascoltare la base. Di queste “visite” ne ho viste già tante. Non mi abbindolano più. Prima di intervenire ha voluto ascoltarci. Ho squarciato,subito, il velo formalità e delle ipocrisie.
Dopo essermi presentato, esprimo il mio apprezzamento per l’iniziativa intrapresa. Era tempo che nessuno, a livello provinciale, si faceva vedere o sentire. Il giudizio positivo però termina qui.
La mia analisi è iniziata dalla nascita del circolo del Pd di Santa Maria a Vico. Marzo 2008. Uno dei primi 5 circoli dell’intera provincia. Ho appreso, con stupore, che in due anni non tutti i comuni si sono organizzati con le rispettive sezioni. Molti lo hanno fatto solo negli ultimi mesi. Circostanza questa sintomo di un’assenza di un indirizzo politico, di una strategia e di una regia provinciale, di un’organizzazione degna di questo nome.
In secondo luogo ho puntualizzato i risultati elettorali del nostro circolo, a cominciare dalle elezioni politiche del 2008 per finire con le amministrative, le regionali e le provinciali del mese di marzo scorso.
Risultati ottenuti solo grazie alle nostre forze. Nonostante la latitanza e l’ostruzionismo del gruppo dirigente provinciale. Sintomatico della qualità della “classe dirigente” provinciale commissariata è quanto accaduto 4 mesi fa. Con grande rammarico (sono stati innumerevoli i tentativi per costruire una compagine di centrosinistra da presentare alla competizione elettorale), a 15 giorni dalla scadenza per la presentazione della lista, abbiamo dovuto constatare che non vi erano le condizioni per un ragionamento politico unitario. Le altre forze del centrosinistra, una ad una e per motivi diversi, si erano sfilacciate. Eravamo rimasti soli. Le strade erano due: o rimanere a casa o presentarci da soli, con tutte le difficoltà del caso e certi di una sconfitta. Abbiamo optato per la seconda strada. Impervia, irta, faticosa. Per alcuni sterilmente donchisciottesca, per altri settaria, dogmatica, egocentrica. Per me semplicemente coerente con tutto quanto detto e fatto negli ultimi due anni. Non sarei stato in grado di continuare a fare politica a Santa Maria se il direttivo avesse preferito di stare a casa. I nostri elettori, i nostri simpatizzanti non ci avrebbero compreso. Un conto è disquisire, analizzare, stigmatizzare, giudicare stando comodi in sezione. Siamo tutti bravi. Altro è essere consequenziali, coerenti. Quel simbolo, quella bandiera che abbiamo sventolato, difeso, issato tante volte, doveva trovare posto in questa tornata elettorale. Abbiamo detto tante belle cose, abbiamo fatto tante belle cose in questi due anni. Era il momento di misurarci, di essere giudicati. Nel modo più insindacabile, più duro, senza appelli, manicheo esistente: le elezioni. Voto per te o voto per qualcun altro. Punto. Ferocemente semplice no?
Riusciamo a mettere insieme 19 candidati. Il direttivo tutto è cooptato. Una settimana prima della presentazione delle candidature veniamo a sapere che il sindaco (eletto in una lista civica dove c’era di tutto e con un passato nel centrodestra) di Cervino è il candidato del Pd nel nostro collegio provinciale. Così aveva deciso Caserta. Risultato della spartizione del territorio tra le varie correnti. Pare che nella nostra partita molto avesse influito il consigliere regionale Caputo. Conoscendo il calibro politico del sindaco di Cervino, il consigliere regionale sperava di fare incetta di voti alle regionali. Una mano lava l’altra, o no? E pensare che avevamo già designato a Caserta il candidato per le provinciali. Corse a Caserta, telefonate non quantificabili. Minacce di disertare le urne. Tutto inutile. Riusciamo a strappare, per il nostro circolo, la candidatura in una lista civica che sosteneva il candidato presidente, Giuseppe Stellato (Moderati per Stellato). Mortificati per l’usurpazione del simbolo, per il compromesso al ribasso. Ma tant’era. Prendere o lasciare e in politica gli spazi si occupano.
Ma non è finita qui. Infatti, a 3 giorni dalla presentazione delle liste, ci comunicano che l’ex sindaco Udeur di Santa Maria a Vico, dopo aver provato a trovare un posticino al sole facendo il giro delle 7 chiese, aveva trovato posto nella lista del Pd per le regionali. E se ciò non bastasse, lo stesso aveva proposto alla segreteria provinciale un accordo. La sua candidatura e il rimescolamento della nostra lista alle comunali…con un candidato sindaco scelto insieme ai casertani e con l’innesto di 4/5 nominativi di alcuni personaggi (ex consiglieri ed ex assessori) che gli erano stati vicino prima, durante e dopo l’esperienza amministrativa. Noi avremmo dovuto fare da contorno. Tanto eravamo un gruppetto di ragazzi. Ciò che mi ha deluso di più è che la segreteria provinciale è stata da subito d’accordo con questo piano. Anzi, giovedì notte, ci ha minacciati di commissariare la sezione e di non darci il simbolo cosicché non avremmo potuto presentare la lista del Pd alle comunali. Abbiamo, nottetempo, preparato l’alternativa di una lista civica. E contemporaneamente abbiamo attivato una serie di canali tra Napoli e Caserta. Abbiamo minacciato di consegnare le tessere, di fare un casino della madonna, di andare a Caserta e di capovolgere qualsiasi cosa o chiunque ci saremmo trovati di fronte. Grazie alla nostra determinazione, anche dei modi spicci usati, e dell’intervento del candidato alla presidenza della provincia, questa volta abbiamo portato il risultato a casa. Ma a quale prezzo, con quali conseguenze!! Non è descrivibile l’amarezza, la delusione di quelle ore. Questo è il modo con cui la dirigenza provinciale ha gestito un momento cos’ delicato. E qualcuno si è pure meravigliato del suo commissariamento!!
L’esito delle elezioni? Il freschissimo tesserato e candidato alle provinciali è stato eletto (uno dei più votati in provincia….sticaz…i…i principi, le idee, la militanza…), il candidato alle regionali che aveva anche tentato il colpaccio a Santa Maria ha registrato un flop che non dimenticherà per un bel po’. E noi abbiamo raggranellato ben il 19% dei voti. Più di 1760. Quattro consiglieri di opposizione (dei 7 disponibili). E pensare che tutti ci davamo tra gli 800 ed i 1000 voti. Bella prova, non c’è che dire. Avevamo molti scettici anche nelle nostre fila, tra i nostri stessi candidati.
Dopo tutto questo, non una telefonata da Caserta per sapere la lista di partito che fine avesse fatto.
Di cosa dovremmo parlare, che giudizio dovremmo dare sulla gestione del partito?
Siamo stati abbandonati, trattati come ostacoli, nemici da abbattere, rompicolgioni. Noi che insieme a tanti altri, sparsi nella provincia, che ci credono ancora e che abbiamo permesso a tanti di loro di sedersi sulle comode poltrone di c.d.a., consorzi, per non parlare dei consiglieri regionali e dei parlamentari. Presenti solo in prossimità di competizioni elettorali. Poi niente più. Non sanno nemmeno più chi siamo, dove siamo, cosa diciamo, quali sono i nostri problemi. Militanti che sopportano sacrifici in termini di tempo ed economici, inimmaginabili al giorno d’oggi, e per come si è ridotta la politica.
Altro tasto dolente è la partecipazione alla vita del partito. Organismi rappresentativi figli della cooptazione, che non rappresentano un bel niente, autoreferenziali. Partito ridotto ad un centro per l’impiego dei soliti noti che saltano da un incarico all’altro e che dopo anche sonore strombature si vedono garantito un qualche “posto”. Sono 20 anni che vedo circolare sempre i soliti 6/7 nomi. Alla faccia del merito, dei territori, della partecipazione democratica. Regolamenti, statuti scritti solo per adempiere alle formalità del caso e che puntualmente non vengono rispettati. Un nostro concittadino, il dott. Francesco Barbato, è stato catapultato direttamente in direzione provinciale senza nemmeno avere la tessera del partito. Sol perché era intimo amico dell’ex presidente della provincia De Franciscis. Ha messo piede in sezione una sola volta come commissario per il congresso (nominato da chi?). Non ci ha mai riconosciuti, non ha mai partecipato alla vita del circolo. Ciliegina sulla torta 4 mesi fa si è candidato alle provinciale nell’Udc. Trombato anche questa volta.
Caso analogo a quello dell’avv. Enzo Pesce che, senza tessera, è stato nominato in segreteria provinciale, perché sponsorizzato dalla Cisl. A memoria, ha messo piede in sezione un paio di volte.
Abbiamo versato fiumi di inchiostro. Ma dagli organismi di garanzia alcuna risposta.
Alla faccia di noi ciglioni che ogni giorno teniamo aperta la sezione, con tutti i sacrifici del caso (perché poi sono sempre i soliti a pagare…nemmeno una quindicina), stiamo tra le persone, mattiamo la faccia, facciamo politica.
Partito democratico?
Dovete ritrovare coerenza e credibilità.



