
Strage di Via D'Amelio. 19/07/1992 - 19/07/2010
Via D'Amelio 19/07/1992 ore 16:55. Perdono la vita Paolo Borsellino, Emanuela Loi (24 anni), Vincenzo Li Muli (22 anni), Walter Eddie Cosina (31 anni), Claudio Traina (27 anni) ed Agostino Catalano (43 anni). Mafia braccio operativo, pezzi dello Stato mandanti, omertosi, complici. Oggi pomeriggio le istituzioni dovrebbero avere almeno la decenza di non farsi vedere. Soprattutto i rappresentanti della compagine politica che attualmente ci governa. Compagine che annovera al suo interno amici di mafiosi e camorristi. Quale giorno della memoria....la solita falsa, ipocrita passerella della memoria di un giorno...la memoria vera è quella di chi si impegna ogni giorno...
Qualcuno ha ancora tanta paura di Giovanni e Paolo....al punto che c'è qualcuno che ha pensato di distruggere le statue che li rappresentano. Ma fortunatamente c'è una parte del Paese che reagisce...anche se se ne parla poco.
Sono trascorsi diciotto anni dalla strage di via D’Amelio. Diciotto anni da quella di Capaci.... ed ancora oggi non conosciamo la verità su quanto accaduto in quegli anni. Lo Stato che oggi commemora non è ancora riuscito a garantire la giustizia per i suoi giudici, i suoi poliziotti, i suoi cittadini assassinati. Sappiamo anche che c’è uno Stato che ha agito perché non si arrivasse alla verità sulle stragi di mafia, su un capitolo fondamentale della storia italiana.
E' giunta l’ora di dare nome e cognome ai protagonisti e alla comparse di questa vicenda, restituendo a ciascuno il proprio ruolo. È fondamentale conoscere i nomi di chi ha depistato le indagini sulle stragi.
Che fine ha fatto l’agenda rossa di Paolo? A tanti anni di distanza alcuni autorevoli personaggi della politica e delle istituzioni iniziano a ricordare qualcosa. Hanno parlato della presunta trattativa tra Stato e mafia e del fatto che Borsellino fosse a conoscenza di questa trattativa. Come mai ci sono vluti tutti questi anni? Chi sa tutta la verità, oggi, non ha ancora aperto bocca.
Come mai tanta solerzia, invece, nel negare il regime di protezione a Spatuzza? Come mai tanto attivismo per far approvare la legge bavaglio con le sue gravi ripercussioni sulle indagini in corso? Vogliamo poi ricordare anche l’esultanza con cui esponenti della maggioranza e del governo hanno salutato la condanna del senatore della Repubblica, nonché l’uomo chiave nella costruzione di Forza Italia e del Pdl, Marcello Dell’Utri, il quale, secondo la sentenza, è stato per trent’anni, anche nel periodo delle stragi, in stretto contatto con i boss mafiosi, fornendogli persino protezione?. Un mondo che va alla rovescia. Un mondo che fa sempre più schifo. Un mondo contro cui combatterò, nel mio piccolo, fino a quando ne avrò la forza. C’è uno Stato che non vuole arrivare alla verità sulle stragi di mafia. Uno Stato che preferisce le corone di fiori non la giustizia.

« Io accetto la... ho sempre accettato il... più che il rischio, la... condizione, quali sono le conseguenze del lavoro che faccio, del luogo dove lo faccio e, vorrei dire, anche di come lo faccio. Lo accetto perché ho scelto, ad un certo punto della mia vita, di farlo e potrei dire che sapevo fin dall'inizio che dovevo correre questi pericoli.
Il... la sensazione di essere un sopravvissuto e di trovarmi in, come viene ritenuto, in... in estremo pericolo, è una sensazione che non si disgiunge dal fatto che io credo ancora profondamente nel lavoro che faccio, so che è necessario che lo faccia, so che è necessario che lo facciano tanti altri assieme a me.
E so anche che tutti noi abbiamo il dovere morale di continuarlo a fare senza lasciarci condizionare... dalla sensazione che, o financo, vorrei dire, dalla certezza, che tutto questo può costarci caro. »



