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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Strage di Bologna. Anche quest'anno governo assente

Anche quest'anno nessun membro del governo sarà presente alle celebrazioni per l'anniversario della strage della stazione di Bologna. saranno disertata sia la cerimonia in Comune, riservata all'incontro tra le istituzioni ed i familiari delle vittime e dei feriti (85 e 200), sia quella in Piazza Medaglie d'oro, nonostante l'impegno del presidente dell'associazione dei familiari delle vittime a far sì che il rappresentante del governo non avesse avuto problemi a parlare. Poteva essere l'occasione buona per parlare sull'abolozione del segreto di Stato (una delle tante promesse di Berlusconi non mantenute), sulla ricerca della completa verità sui mandanti, sull'applicazione insufficiente della legge 206 sui benefici per chi è stato colpito da un attentato terroristica. Le dichiarazioni, fotocopia di quelle dell'anno scorso, sono scuse infantili (la piazza ci fischia). Tutto ha il sapore della ritorsione. Quando una demorazia è compiuta ha la necessità di condividere una memoria storica, se così non è essa non è compiuta fino in fondo. Quest'assenza è una ferita alla democrazia e non solo un'offesa ai morti ed ai feriti. Una verità parziale già esiste. Conosciamo i colpevoli (i neofascisti Fioravanti e Mambro), sappiamo chi li proteggeva (sono stati condannati per depistaggio Gelli e Pazienza). Cosa manca ancora perchè questa memoria sia condivisa? E' una fuga, una fuga dal dovere elementare di dare risposte, dal dovere storico di esprimere una forte, convinta coesione civile di fronte allo stragismo nero che ha flagellato l'Italia. Il governo così facendo privano i familiari delle vittime della presenza del loro Stato. Hanno buttato in politica una strage strumentalizando persino i morti. Il governo non partecipa, non per paura dei fischi della piazza (che dovrebbero comunque avere il coraggio e la dignità di affrontare nel caso ci fossero), perchè ancora una volta sui fatti che contano è latitante, non vogliono sentir parlare dei mandanti, della P2 cui era iscritto il Presidente del Consiglio.
Continuare a ricordare la strage di Bologna non significa solo omaggiare quelle vittime innocenti, ma anche non dimenticare le azioni di depistaggio messe in atto da coloro che hanno inquinato la nostra fragile democrazia per favorire il blocco conservatore. Anche per questo motivo è gravissimo che, per il secondo anno consecutivo, nessun membro del governo non parteciperà alle celebrazioni. Il governo non ci sarà per indifferenza civile ed imbarazzo politico. Noi, il 2 di agosto, vogliamo ricordare. Il governo vuole dimenticare.