
Strage di Bologna
2 agosto. Trentennale della strage fascista di Bologna. Trentennale al quale non parteciperà alcun membro del Governo (al cui interno si contano gli indagati, imputati e condannati per i più diversi reati previsti dal codice penale e civile) Berlusconi. Il ministro Giovanardi, molto competente in tema di Prima Repubblica, ha detto che nessuno si presenterà perché a Bologna c’è livore ed odio.
Ho letto che i familiari delle vittime della strage hanno organizzato la manifestazione in modo che i politici e le autorità avrebbero parlato non in piazza, ma solo ad un incontro al chiuso. Quindi, signor Ministro, niente paura, non ci saranno i fischi e le contestazione dei soliti comunisti.
Ed invece no. Hanno deciso comunque di non andare. Verrebbe, quasi quasi, da pensare che il Governo sia nell’imbarazzo più totale. Che dire? Anche alla luce delle nuove logge e consorterie che gravitano attorno all'esecutivo. La strage di Bologna, non è stata soltanto la più grave delle stragi italiane, ma è anche l’unica, in questo bel paese che è l’Italia, per cui si è arrivati a una verità giudiziaria. Bombe messe dai fascisti Giusva Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini (sentenze definitive, non chiacchiere da bar) e azioni di depistaggio di un “certo” Licio Gelli e di due ufficiali dei servizi segreti. Depistaggio. Si lavorò per far credere ad una fantomatica pista internazionale. Ma chi armò i fascisti? Domanda ancora senza risposta. Mettetevi nei panni dei nostri governanti. Che cosa avrebbero dovuto fare? Capirete l’imbarazzo…chiedere alla tessera n. 1816 (Berlusconi) ed alla tessera n. 2232 (Cicchitto)..ragazzi ci fate capire, anche attraverso i vostri amici-fratelli incappucciati con il grembiule ed il compasso, chi ca..zo fece cosa? O chi ordinò di fare cosa?
Intanto i familiari di 85 vittime e di oltre 200 feriti aspettano ancora risposte. Dalle 10 e 25 del 2 agosto 1980. Altro che fischi, meritereste un bel calcio in culo.



