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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Sakineh: lapidazione, Corano e Bibbia

 

La lapidazione per adulterio comminata a Sakineh è ancestrale. Non l’ho ritrovata nel Corano, mentre nella Bibbia sì, Deuteronomio 22:22,23,24 (Quando si troverà un uomo a giacere con una donna maritata, ambedue morranno: l’uomo che s’è giaciuto con la donna, e la donna. Così torrai via il male di mezzo ad Israele. Quando una fanciulla vergine è fidanzata, e un uomo, trovandola in città, si giace con lei,
condurrete ambedue alla porta di quella città, e li lapiderete sì che muoiano: la fanciulla, perché essendo in città, non ha gridato; e l’uomo perché ha disonorato la donna del suo prossimo. Così torrai via il male di mezzo a te) Il Deuteronomio dovrebbe risalire al V secolo a.C., ma i cristiani hanno abbandonato tale pratica circa 2000 anni fa (Giovanni 8, 1-11). Una donna colta in flagrante adulterio fu portata a Gesù, il quale pronunciando la famosa frase “Scagli la prima pietra chi è senza peccato” impose l’abolizione della feroce pratica. La lapidazione per adulterio fu introdotta nell’Islam con un Hadith di Omar, successore di Maometto, e non appartiene all’esperienza diretta del profeta narrata nel Corano, l’unica da osservare, , dove si prevedono (Sura 24, 2-3, “La Luce”) solo “100” frustrate per l’adulterio conclamato da 4 testimoni, maschi e attendibili, che dichiarino di aver assistito alla penetrazione. Sembra quasi una punizione invece che dell’adulterio in sé, dell’oltraggio al pudore (previsto come reato anche in Italia) suscettibile di scuotere, con lo scandalo che ne consegue, le regole di una comunità. Infatti, la sanzione è eseguita dalla folla in un rito di espiazione dell’affronto subito dalla collettività. Invece rimane senza conseguenze l’adulterio privato. 
Vorrei che la battaglia per Sakineh sia l’ultima con un nome e che si apra “una guerra” alla violenza sulle donne ovunque.