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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Primarie di Napoli, un'altra occasione persa

A Napoli, con le primarie, abbiamo perso un’altra occasione. Un’occasione per fare bene, un’occasione per riscattarci, un’occasione per tacere. Gravi ed inopportune le esternazioni sulla stampa dell’ormai ex segretario provinciale Tremante (ufficialmente schierato per uno dei candidati, altro errore secondo me, avrebbe dovuto tenere una posizione di terzietà ed imparzialità vista la carica ricoperta), di Veltroni e di tutti gli altri protagonisti di questa triste pagina politica. Se si riteneva esserci stati brogli, si presentava ricorso presso la commissione dei garanti e si attendeva l’esito dell’istruttoria. Ogni eventuale commento si sarebbe dovuto rimandare a “sentenza” emessa. Ed invece: vai con lo sputtanamento incrociato.  
Ciò che è accaduto rappresenta e rappresenterà una ferita prima alla città, al suo tessuto civile, al desiderio di partecipazione che tanti napoletani nutrivano e poi ai sostenitori delle parti in causa.
Non riescono a comprendere, chiusi nei loro comitati ed aizzati dai loro più fedeli supporters, l’entità del danno che hanno contribuito a creare. Dovevamo cogliere l’occassione perchè i valori immateriali che sostanziano la politica dessero nuovo slancio ad una società già gravata da tante sofferenze e problemi atavici. Queste persone sono state mortificate, umiliate (non vogliamo mica credere che trattasi di più di 44.000 imbroglioni, o no?). Ed ancora una volta Napoli è diventata un caso nazionale negativo, rafforzando pregiudizi e stereotipi di colo che sono in malafede….la solita Napoli….
Nessun partito degno di questo nome dovrebbe anteporre le lotte intestine all'interesse generale di una comunità. Quanto accaduto, secondo me, mette sotto accusa l'intero gruppo dirigente del Pd.
Ma anche i balbettii del vertice romano. Le primarie, strumento fondativo di un partito che fa leva sulla partecipazione civica che va oltre il recinto delle ideologie, rischiano di diventare, il bastone con cui contrapposti gruppi cercano di abbattere l'avversario.
Quando decideremo di riformare questo prezioso strumento? Cos’altro deve accadere?
Vogliamo, tutti insieme, pensare a come rendere trasparente e genuino il voto delle primarie?
Mi viene da sorridere leggere di legalità in riferimento alle primarie napoletane. Ma avete letto il Regolamento delle primarie?. Dategli un’occhiata e darete una risposta a chi ha parlato di cinesi, di sostenitori del centrodestra e quant’altro sia circolato in questi giorni.  
Si direbbe a Naopoli è tutta na jacuvella. Ci si erge a censori in base all'umore del momento, al gradimento del risultato.
Concretamente esiste una norma che consenta, regolamento alla mano, di impedire a simpatizzanti del centrodestra di esprimere la propria preferenza, fino a condizionare l'esito della consultazione? E che senso ha la battuta di Veltroni sui cinesi davanti ai seggi, in un partito che ha giustamente sollecitato la partecipazione degli immigrati, cittadini esattamente uguali agli altri, con pari diritti e doveri? E la multiculturalità, e l’accoglienza?
È chiaro che qualsiasi episodio di pressione delinquenziale sulle urne va smascherato, denunciato e sanzionato, in qualunque seggio sia accaduto. Ho avuto l’impressione che il voto dei cittadini delle periferie diventa, a seconda delle necessità, buon o malament, la positiva e lodevole espressione di partecipazione popolare, oppure la preoccupante contaminazione di interi quartieri della città, consegnati in blocco al crimine. Abitanti della periferia espressione essi stessi, in quanto tali, di un voto potenzialmente inquinato.
Il rione Siberia, ormai divenuto famoso, periferia nord di Napoli era denominato (anni ‘80) la Bulgaria napoletana perché il Pci arrivava a prendere quasi l’80% dei consensi. Foto dimostrano che nel 1994 Ranieri era di casa in questi rioni di periferia per farsi eleggere senatore. Quindi questi voti so buon o malament?
Bel messaggio agli elettori, a pochi mesi dalle amministrative.
Meno male che buona parte di persone, orientate verso il centrosinistra, molto spesso vive a prescindere dai gruppi dirigenti dei partiti, del Pd in particolare. Ritrova in se stesso le proprie ragioni. I cittadini sono stati chiamati a raccolta e poi lasciati soli, spettatori di fronte ai calcoli dei dirigenti di partito. Eppure questo senso di appartenenza è lì e unisce una comunità politica. Che vive, lancia segnali, chiede risposte chiare.