
Pd, politica regionale e provinciale. Ed il trasformismo
Tra pochi giorni celebreremo il congresso locale. Finalmente! L’interim dell’attuale segreteria e del relativo direttivo è durato troppo (da aprile). Troppa confusione, incertezza sulle procedure, modalità, regole. Il commissariamento provinciale non ha di certo giovato. Mi riferisco alla tempistica (elezioni, tesseramenti, congressi), nel merito infatti, dico che una soluzione del genere doveva essere adottata prima. Ormai il partito provinciale, per usare un eufemismo, era autoreferenziale, chiuso, arroccato nella sua torre di avorio, sordo e cieco ai territori. Per dare la cifra del livello a cui eravamo giunti basti pensare che il segretario provinciale, poi commissariato, Enzo Iodice (su di lui leggerete qualcosa più giù) nemmeno 48 ore prima della presentazione delle liste per le elezioni amministrative ci aveva minacciati di non consegnarci il simbolo del partito se non avessimo accettato:
1) la candidatura alle regionali di una persona che è stata sindaco di Santa Maria a Vico in quota Udeur e che si era tesserato da poche ore al Pd;
2) la candidatura alle comunali di persone che avevano fatto parte della maggioranza consiliare (compresi alcuni ex assessori) dell’ex sindaco che non erano tesserate al partito o che, anche se tesserate (3 casi), non avevano MAI frequentato il partito a discapito di militanti che, nel frattempo che questi signori trovavano un posto dove accasarsi girovagando per l’intero arco politico esistente, si erano fatti il mazzo per il partito. Il pacchetto che ci volevamo imporre prevedeva addirittura il candidato sindaco nella persona di un’avvocatessa di cui la stragrande maggioranza degli iscritti non conoscevano nemmeno la faccia;
3) la candidatura alle provinciali, con il simbolo del Pd, del sindaco di Cervino che si era tesserato al Pd 15 giorni prima della presentazioni delle liste. Dopo un passato di centro, centrodestra, civico. E pensare che il circolo di Santa Maria a Vico aveva già comunicato agli organismi competenti il nome del proprio candidato il dott. Caprio.
Cosa è successo dopo è storia.
Il candidato locale alle regionali non è stato eletto, anzi ha totalizzato 4.898 voti rispetto al 2005 quando si candidò con l’Udeur (7.380).
Il circolo del Pd non ha accettato il diktat per le comunali e l’ha spuntata, dopo aver coinvolto tutti i livelli politici del partito, presentando una lista di partito costituita da militanti, persone perbene, coerenti, competenti, giovani, donne (avevamo messo in conto anche di preparare una civica, pur di non abbandonare il progetto per cui avevamo lavorato dalla nascita del circolo, pur di non accettare le minacce di commissariamento del segretario Iodice). I cittadini hanno apprezzato e condiviso questa scelta, accordandoci 1.652 preferenze (il 19,16%), permettendo l’elezione di ben 4 consiglieri comunali.
Carlo Piscitelli, la new entry del Pd, è stato eletto al consiglio provinciale e dopo 5 mesi ha lasciato il partito. Come volevasi dimostrare (“Abbiamo accettato la richiesta di iscrizione al partito del nostro sindaco. Sono contenta perché l’ adesione di Piscitelli è un indiscusso valore aggiunto al partito sul nostro territorio” Angela Valentino, segretario Pd di Cervino…minchia che acutezza, lungimiranza, che strategia!). La persona che avevamo tentato di candidare, siamo riusciti a dirottarlo su una civica che appoggiava il candidato presidente Stellato (Moderati con Stellato), ma non siamo riusciti a farlo eleggere.
Chissà quali intrallazzi, compromessi dietro queste vicende. Autori ed attori di questi comportamenti, una manciata di sedicenti, autoproclamatisi dirigenti, privi, ormai, di un riconoscimento formale e sostanziale, un gruppetto (sempre gli stessi nomi, una decina, negli ultimi 20 anni) continuava a spadroneggiare e a decidere sulle nostre teste, grazie solo a rapporti personali, di affari e rendite di posizione. Rapporti che permettevano ad ognuno di loro incarichi, consulenze e la migliore visibilità politica. Si costruivano addirittura liste su misura perché il “dirigente” di turno venisse eletto, finti congressi, finte discussioni (lo scoprivamo solo ex post). Alla faccia della democrazia, meritocrazia, rinnovamento, ecc., ecc. E pensare che molti di questi personaggi non hanno mai avuto nemmeno un grande seguito elettorale, alcuni potevano contare, quando si incastravano tutte le congiunzioni astrali, su un centinaio di voti. Circostanza questa che non gli ha precluso di arrivare molto in alto.
Scusate la digressione, mi sono fatto prendere la mano, ma il ricordo di queste esperienze mi fa ribollire il sangue. Comunque, nessuno dei nostri “dirigenti” provinciali ci ha chiamato almeno per informarsi dei risultati della lista di partito.
Vogliamo fare qualche riflessione sulla selezione della classe dirigente politica, o va tutto bene?
Noi campani non ne usciamo bene da un’analisi un po’ più generale, rispetto ad altre regioni d’Italia.
Vado a memoria e penso, ad esempio, a Bruno Cesario, napoletano, PD, è stato decisivo nel salvare il governo Berlusconi (grazie Massimo D’Alema per aver optato per l’elezione in Puglia, grazieee).
Di Agerola, provincia di Napoli, è il deputato eletto nelle fila dell’Udc Michele Pisacane, divenuto famoso per aver fatto eleggere in consiglio regionale la moglie candidata col cognome ‘Pisacane’, che entrò nell’Udc dopo essere stato eletto nell’Udeur e ora esce dal partito di Casini per fondarne un altro, il Pdi, e sostenere il Cavaliere.
Se fate uno sforzo di memoria e ritornate al 2008, ricorderete che al Senato nel 2008 Prodi cadde per il passaggio nel centrodestra di Clemente Mastella di Ceppaloni, provincia di Benevento, dei napoletani Tommaso Barbato e Giuseppe Scalera, ovvero due udeurrini e un margheritino. E poi come non ricordare Riccardo Villari, sempre di Napoli. Chi è Riccardo Villari? Quel Riccardino che eletto nel Pd (Dc, Cdu, Udeur, Margherita, PD, Radicali, Mpa, ora Misto…fritto) voleva a tutti i costi presiedere la commissione di vigilanza Rai coi voti del Pdl, che telenovela sudamericana?
Vogliamo parlare, poi, della giunta Caldoro, Regione Campania? Una giunta composta per cinque dodicesimi da politici che fino a poco prima erano organici alla maggioranza di centrosinistra di Antonio Bassolino.
Vice presidente della giunta regionale: Giuseppe De Mita (Udc), ma ex segretario avellinese del Pd (nipote di Ciriaco De Mita); assessore al Personale Pasquale Sommese (Udc), ma ex vice segretario napoletano del Pd ed ex consigliere regionale della Margherita Pd; assessore all’Università Guido Trombetti, che pezzi del Pd e Rifondazione Comunista avrebbero voluto candidare a Governatore della coalizione di centrosinistra contro Caldoro; assessore al Lavoro Severino Nappi (Udeur), legale della famiglia Mastella, consulente di Sandra lonardo quando era presidente del Consiglio Regionale a maggioranza centrosinistra; assessore all’Avvocatura Ernesto Sica (Pdl), già consigliere regionale della Margherita e organizzatore nella sua Pontecagnano delle feste nazionali del partito di Rutelli.
Un rapido sguardo all’ amministrazione provinciale di Napoli. Siamo in presenza di una maggioranza fondata sull’asse Pdl-Udc, ma quasi mezzo gruppo consiliare del partito di Casini proviene dal Pd o da Idv e uno dei suoi assessori, Pietro Sagristani, era assessore in quota Pd nella precedente giunta di centrosinistra e si è candidato al consiglio provinciale nella lista Udc mentre era ancora assessore democratico in carica: si è dimesso solo dopo aver ufficializzato e firmato la candidatura a sostegno dell’azzurro Luigi Cesaro, detto a purpett.
Arrivo dalle parti mie. Voglio iniziare da una persona che afferma di continuare a sentirsi “di centrosinistra” ma è approdato all’Udc. Trattasi di Enzo Iodice, ultimo segretario provinciale del mio Partito democratico, ex sindaco Ds (dove ho militato anch’io) per due mandati consecutivi di Santa Maria Capua Vetere. L’ex amministratore dell’Ept, sempre grazie a noialtri, era anche un uomo molto vicino all’ex governatore Bassolino, prima di essere folgorato dal presidente della provincia di Caserta Zinzi e logicamente dalla Binetti….miii dal mangiabambini al cilicio!!!
In secondis, Rosa Suppa. Segretario del PPI nel 1997, poi Presidente e Vice Segretario Provinciale.
Dal 1997 al 2001 è Vice-Sindaco e Assessore all’Urbanistica del Comune di Maddaloni.
Direzione Regionale Margherita, Movimento delle Donne della Margherita, eletta in quota Margherita alla Regione Campania, eletta, nelle liste de l'Ulivo nel collegio Campania 2, Deputato, membro dell'Assemblea Costituente Nazionale del Partito Democratico, fa parte del Comitato ristretto della Commissione Etica del PD.
Nel dicembre 2007 è nominata da Walter Veltroni Coordinatrice della Fase Costituente del PD nel Sud Italia.
Nello stesso hanno è nominata componente del Comitato per la redazione del Codice etico del Partito Democratico e responsabile per il centro-sud della organizzazione del PD. Presidente Provinciale del PD di Caserta, componente dell'assemblea Nazionale e della Direzione Regionale. Che fine ha fatto questo fenomeno (giravano, nel partito, feroci battute sul suo “peso politico”, sulla sua “consistenza elettorale” ed alcune domande sul come fosse arrivata così “in alto”) della politica casertana….ma logicamente è finita nell’Udc.
Abbiamo poi Felice del Monaco, ex tuttofare della Margherita, tesoriere del Pd che nel giro di una settimana è passato all’Udc. Ovviamente tenendosi l’incarico nel Consorzio Idrico che il Pd gli aveva permesso di ricoprire.
Lorenzo Diana, ex segretario provinciale del Pci, ex capogruppo consiliare alla Provincia, ex parlamentare per tre legislature del Pds e dei Ds, ex segretario della commissione parlamentare antimafia, a febbraio è passato, con il figlio Gennaro, all’Idv, giusto in tempo per farsi candidare come capolista per il Consiglio regionale. Lorenzo, mi hai lasciato di sasso.
Giancarlo Giudicianni, divenuto sindaco Pd di Santa Maria Capua Vetere ed autore di un indecente ribaltone che lo porta alla guida di una maggioranza di centrodestra.
Le degenerazioni del trasformismo in politica sono alcune delle tante questioni meridionali irrisolte? Perché nel Sud i voltagabbana proliferano? E’ sufficiente la spiegazione dell’assenza di un radicato voto d’opinione? E’ plausibile definire i cittadini succubi di politici ai quali implorare piaceri e favori? Ma che cacchio sta succedendo?



