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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Me ne frego

Questa volta però chi l'ha pronunciata è solo Denis Verdini (il macellaio, il repubblicano, il banchiere del Credito cooperativo fiorentino, il "manutengolo", il coordinatore nazionale del Pdl, indagato per corruzione, riciclaggio, falso in bilancio e bancarotta, indagato nell'inchiesta sulla P3...quindi persona perbene).
''Le prerogative del Colle che potrebbe mandare a casa chi ha vinto le elezioni? Ce ne freghiamo politicamente''.
Cosicchè il partito di Berlusconi se ne frega delle prerogative del Quirinale. Come dare addosso al povero Denis se già il suo capetto l'aveva già detto diverse volte (Englaro, lodo Alfano)? Ma, a memoria, il me ne frego di marca fascista e squadrista non era ancora stato usato. Vabbè, ci siamo tolti il pensiero. Anche questa è andata. Si riesce sempre a scavare, una volta raggiunto il fondo. 
Il Denis ha fatto subito le sue scuse a Napolitano: il suo me ne frego era politico e non istituzionale. Logicamente e come sempre si è trattato di una "mistificazione clamorosa" dovuta al fatto che "su un ragionamento di un'oretta sono stato impiccato ad una frase", quella secondo cui "politicamente i partiti se ne fregano delle prerogative altrui perché hanno le loro". "C'è stata una strumentalizzazione di una battuta fuori contesto e un montaggio sbagliato dei fatti". Poverino...mi ricorda il suo capo.