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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Ma è proprio vero che così fan tutti?

Chi è più mediocre: i cittadini o la classe politica che ci ritroviamo? Secondo me c'è un forte collegamento tra la mediocrità della nostra classe dirigente e la mediocrità dei cittadini che la esprime, votandola. Mediocrità, non immoralità perchè ormai mi sono fatto un'idea e cioè che alla base di una certa furbizia italica ci sia una deprimente sfiducia in se stessi. Il furbo (come categoria antropologica) non è l'attore principale, è un comprimario, è un debole. Non crede, il suddetto, che per vivere basti il lavoro inteso come fatica, il merito, il talento, la competenza. Non crede che tutti questi fattori siano sufficienti a proteggerlo dalle disavventure della vita e quibdi ritengono più semplice andare a rinfoltire l'esercito dei furbi (a sensazione, molto numeroso). L'italiano è un popolo abituato ad obbedire, ma soprattutto a sopravvivere all'ombra di un potere da incensare quando ci fa comodo, ci favorisce e da criticare, odiare quando ci mette i bastoni fra le ruote. Onestamente, forse sarà anche il momento storico che ci ritroviamo a vivere, vedo che qualche riflessione a tal proposito stia facendosi strada. Forse qualche riflessione ci è imposta proprio dal momento storico.politico.economico che stiamo vivendo. Nelle crisi si cresce e si cambia.