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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Lo Statuto dei Lavoratori compie 40 anni

Lo Statuto dei Lavoratori compie 40 anni. Nato da dure lotte operaie, cui parteciparono anche i movimenti degli studenti del 68, aveva l’obiettivo di difendere e tutelare la dignità e la libertà dei lavoratori e permettere la presenza delle organizzazioni sindacali all’interno dei luoghi di lavoro. Giuseppe di Vittorio, nel 1952, elaborò la prima proposta di uno Statuto dei Lavoratori, Statuto, poi, scritto da Giacomo  Brodolini. La legge n. 300 fu approvata nel maggio del 1970. Il Partito Comunista si astenne non essendo d’accordo con l’esclusione delle tutele per il lavoratori delle aziende più piccole, pur apprezzando l’impianto generale della legge.
Impianto che oggi, ancor di più, deve essere difeso dai continui attacchi del governo, ultimo dei quali l’ incostituzionale disegno di legge sul lavoro. Attacchi subdoli che mirano allo svuotamento di fatto della legislazione del lavoro. Il governo ha approfittato e sta strumentalizzando la crisi per abbassare le tutele e cancellare i diritti acquisiti. E’ da segnalare la volontà palesata di un imminente intervento sullo Statuto dei Lavoratori da trasformare in Statuto dei lavori, con tutto ciò che questa differenza lessicale sottintende, intervento che si fonda su principi intollerabili come la sostanziale equiparazione dei diritti dei lavoratori dipendenti con quelli dell'impresa, la riduzione degli spazi di libertà e di autodeterminazione dei lavoratori, principi che vanno assolutamente respinti. Tale modifica significa affermare la supremazia del lavoro sui lavoratori, la messa a norma della subordinazione dei diritti individuali e collettivi agli interessi particolari aziendali, il primato del profitto sui principi costituzionalmente garantiti. E’ sotto gli occhi di tutti quanto questa fondamentale legge sia ancora necessaria. Anzi, considerata la frammentazione del lavoro portata all’esasperazione, è quanto mai indispensabile che i diritti sanciti dallo Statuto debbano essere estesi alla folta platea di lavoratori che oggi non ne possono godere.