
Licenziati a causa di Facebook? Leggiamo bene
Leggete quest'articolo di Repubblica sul caso di ragazzi licenziati a causa di Facebook. Leggete poi la lettera di contestazione disciplinare inviata ad uno di loro. Poi ditemi cosa ne pensate. Non ritengo giusto difendere aprioristicamente queste posizioni. Va bene difendere i diritti dei lavoratori, ma in casi del genere questo cosa c'entra? Ed i doveri del lavoratore? Perchè mi sembra che...guai a chi tocca le pause caffè, le pause sigarette, le pause wc, la pausa pranzo, le telefonate ai propri cari ed amici, le chattate ed i posti su fb, twitter, ecc...ma lavorare, quando? E' uno schiaffo a chi fa i salti mortali per tenersi un lavoro (qualsiasi esso sia di questi tempi)e a chi farebbe i salti mortali per averne uno.
P.S. Quando lavoravo a Napoli in una piccola software house il boss mi contava le sigarette fumate (tempo che recuperavo senza percepire, logicamente, straordinari), non potevo usare il cellulare e molti siti erano inibiti. Non ho mai ritenuto questi comportamenti antisindacali, scandalosi.



