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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Lettera consegnata ai sammaritani

Benvenuti a tutti, sono Agostino Morgillo ed ho 35 anni. Sono figlio di due insegnanti elementari, Fausto e Maria Emmanuela. Dopo diversi anni di lavoro precario, ho intrapreso la libera professione. Sono un neo dottore commercialista. Non sono un imprenditore che dispone di posti di lavoro, non sono un medico che ha in cura centinaia di pazienti, non ho una famiglia numerosa alle spalle.    

Ma mi piace pensare di poter cambiare le cose che non vanno e cercare di vivere in una paese più giusto.
Vorrei vivere in un paese sano, accogliente, ecologico, partecipato, in grado di salvaguardare e valorizzare la cultura localmente prodotta.

Vorrei vivere in un paese dove i servizi essenziali come l’illuminazione, le fogne, le strade (e strade sicure) siano realmente alla portata di tutti, un paese dove ci sia un servizio di trasporto comunale che avvicini le frazioni al centro del paese.
Vorrei che le piazze della città diventassero un luogo di incontro tra generazioni e non un luogo da cui scappare impauriti. Dobbiamo riappropriarci degli spazi che la criminalità sta occupando. Nei confronti di chi delinque dobbiamo essere chiari, netti. Non dobbiamo lasciare spazio ad equivoci, a zone grigie. Non possiamo essere ambigui nei confronti di chi sta inquinando il nostro tessuto sociale. Non voglio voti che “puzzano”.
Sto dalla parte di chi ha scelto la strada più difficile, soprattutto di questi tempi e nelle nostre zone, e cioè quella della legalità, con umiltà, con dignità, con sacrifici.
Vorrei che il bilancio comunale fosse partecipato dalla popolazione, che prima (e non dopo!) di realizzare grandi opere qualcuno si degnasse di informare i cittadini e chiedesse loro se una determinata opera debba essere effettivamente realizzata.
Vorrei che le aree verdi ancora esistenti fossero preservate dall'urbanizzazione selvaggia tramite la stesura di strumenti urbanistici blindati.
Vorrei che in paese entrasse la cultura del risparmio energetico, dell’energia rinnovabile localmente prodotta, del ciclo breve dei rifiuti e della raccolta differenziata, con le relative ricadute economiche direttamente sulla popolazione che ha differenziato.
Vorrei che le delibere della giunta venissero pubblicate tempestivamente nel sito del comune e complete di allegati.
Vorrei che il paese dove fosse dotato di una biblioteca degna di questo nome. Vorrei dei centri d'aggregazione: i giovani, gli anziani, gli immigrati devono avere spazi per socializzare.
Vorrei vivere in un paese in cui non devi ringraziare nessuno per vedere rispettati i tuoi diritti, come fossero dei favori.
Vorrei vivere in un paese in cui la politica non sia fatta di clientele, tornaconti elettorali e trasformismi sfacciati e spudorati (basta leggere le liste per rendersi conto di che faccia tosta hanno molti candidati), pratiche che mortificano le intelligenze degli individui e dei giovani in particolare.
Vorrei vivere in un paese vivace, intelligente, con tanto verde attrezzato, operoso ed attento ai bisogni di tutte e tutti, dove ogni persona ha diritto di cittadinanza; dove ogni persona ha le stesse opportunità.
Vorrei vivere in una paese che sia paladino di giustizia sociale ed esempio di sana amministrazione; un paese dove la scuola sia valorizzata come il luogo di eccellenza della formazione e della cultura; un paese dove sia disponibile, per tutti i genitori che lavorano, un asilo nido comunale.
Vorrei vivere in un paese che accoglie lo “straniero” e lo sostiene, un paese che si sviluppa in maniera sostenibile, un paese dove la diversità di genere, culturale, etnica, religiosa e sessuale sia una risorsa.
Vorrei vivere in un paese a misura di donna, di anziano, di bambino, dove la misura diventa un obbiettivo da raggiungere.
Questo paese, evidentemente, non è ancora Santa Maria a Vico, ma, insieme, con le vostre forze, possiamo cercare di renderlo tale.
Diffidate di chi, in questi giorni, entrerà nelle vostre case, promettendo mari e monti. Prima dobbiamo rendere effettivi e disponibili i diritti ed i servizi essenziali, primari e poi si potrà pensare, se le casse comunali lo permetteranno, a qualche “grande opera”. Abbiamo assistito, negli ultimi anni, ad un importante degrado della qualità della vita a Santa Maria a Vico. Dobbiamo risalire una china molto impegnativa.
Io con le amiche e compagni di lista pensiamo che un cambiamento sia possibile. Perciò abbiamo messo le nostre facce, le nostre competenze, le nostre esperienze a disposizione di questo ambizioso progetto di coerenza e di vero rinnovamento. Per realizzare il quale, però, dobbiamo collaborare insieme. Il primo passo per avvicinarci all’idea di paese che abbiamo in mente è intraprendere insieme una scommessa elettorale, senza individualismi, ma con la consapevolezza che il bene privato sia il bene collettivo. Per tutto questo vi chiedo di votare alle prossime elezioni amministrative il partito Democratico attraverso la mia persona.
Un'alternativa credibile c'è.

Siate liberi e siate il cambiamento che volete vedere nel mondo.

Grazie di cuore.
Agostino Morgillo
P.S. Il voto è un dovere civico. Andare a votare è una questione, secondo me, morale. Dobbiamo onorare i tanti che hanno combattuto e sono morti per questa importante conquista. E’ l'unica “arma” legale che il singolo cittadino ha a disposizione in democrazia - perché è chi NON vota che legittima il potere. C’è bisogno di un’assunzione di responsabilità. Non si può sempre aspettare che qualcun altro risolva i problemi al posto nostro. Con il nostro impegno e buon esempio, cerchiamo di alimentare la fiducia dei cittadini. Ci stiamo sforzando di far giungere, ad ognuno di essi, il messaggio, che in essi noi crediamo e viviamo, e che solo con il loro contributo, potremmo avere la forza necessaria per cambiare.