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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Il dovere della memoria

Il dovere di ricordare: esercitiamo il nostro diritto alla Memoria, affinché la barbarie dello sterminio non abbia più luogo su questa terra.
I campi di concentramento e di sterminio avevano una finalità ben precisa e cioè annullare la personalità dell’uomo, degradarlo alla condizione di animale, privarlo della dignità. Una morte anticipata, una morte ancora più grave di quella fisica, una morte spirituale.
L’uomo va considerato tale fino a quando risulta essere un complesso di domande, di memorie, di emozioni, di sentimenti, di pensieri. Elementi questi che, all’interno dei campi di concentramento, risultavano ridotti al lumicino e dai meno forti addirittura abbandonati, per lasciare posto agli istinti animali, istinti peggiori compulsati dalla sopravvivenza. Questo, secondo me, era l’aspetto più terribile, perché, per esempio, anche nella schiavitù, un uomo ha la capacità di rimanere tale, di rimanere, diciamo, se stesso, anche se subisce i più diversi soprusi. Nei campi di deportazione no, l’obiettivo, scientificamente definito, era l’annullamento totale, fisico e spirituale: ai deportati non veniva lasciata nemmeno la possibilità di morire da esseri umani, ma da animali. 
La memoria, custodita di generazione in generazione, è l'antidoto più potente contro la morte, rappresentando una ferma determinazione, una volontà di non abbandonare nel nulla le tracce di ciò che è già trascorso e passato ed è ormai sparito dalla storia. Il passato non è qualcosa di sorpassato, privo di utilità, ma al contrario costituisce un valido aiuto per affrontare la vita. Ricordare il passato, ma soprattutto comprenderlo, ci aiuta a mettere a fuoco correttamente gli eventi attuali.
 

Se questo è un uomo di Primo levi

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.”

Martin Niemoeller
Pastore evangelico deportato a Dachau

"Prima vennero per gli ebrei
e io non dissi nulla perché
non ero ebreo.
Poi vennero per i comunisti
e io non dissi nulla perché
non ero comunista.
Poi vennero per i sindacalisti
e io non dissi nulla perché
non ero sindacalista.
Poi vennero a prendere me.
E non era rimasto più nessuno
che potesse dire qualcosa."