
Il cardinale Sepe indagato per corruzione
E' stato definito il vescovo dell'arrevuoto. Personaggio complesso che si è saputo ritagliare un ruolo di autorità morale, oltre che religiosa, carismatica e autorevole. Parole ferme e dure contro la camorra, punto di riferimento della città durante l'emergenza rifiuti, si è battuto a favore del lavoro, promuovendo direttamente delle iniziative per lenire questa piaga. Apprezzato in maniera trasversale.
Proprio per tutto questo, ritengo lecito chiedere al cardinale parole altrettanto chiare sull'inchiesta per corruzione che lo vede protagonista. Non può restare in silenzio. Come ha fatto nel novembre del 2009 quando emerse nella richiesta d'arresto a carico del Sottosegretario Cosentino il nome del cardinale. Infatti, Michele Orsi, ucciso due anni fa in un agguato a Casal di Principe, sosteneva di aver ricevuto da Cosentino la richiesta di assumere due nipoti del cardinale nella società mista Eco4, azienda che secondo l'accusa sarebbe stata funzionale agli interessi del clan dei Casalesi. Il cardinale non ha mai risposto direttamente sulla questione. Non è emerso niente di penalmente rilevante però...per quanto predicato...insomma almeno un chiarimento sarebbe stato auspicabile.
In queste ore il cardinale ha affermato:"Ho sempre agito secondo coscienza, avendo come unico obiettivo il bene della Chiesa", "Parlerò presto alla città" e "La croce è croce". Caro cardinale, non sempre il bene della chiesa ha coinciso con il bene dei suoi fedeli, prima che con la città deve innanxitutto parlare e chiarire tutto ai magistrati e terzo sapesse i suoi fedeli che croce portano sulle spalle ogni giorno....



