
Facebook vs Twitter: considerazioni serie e semiserie...
Le moderne tecnologie ci svelano come siamo fatti. Qualcuno, anni fa, ha affermato che l'uomo è un animale politico, e le tecnologie degli ultimi anni hanno realizzato un enorme sviluppo delle relazioni umane nei c.d. social network. Tramite lo scambio commenti, di immagini, ecc. si creano delle comunità documentali, che condividono, cioè, siti e non luoghi.
Altri fini pensatori hanno affermato che l'essenza del politico è nel conflitto, e le relazioni tra i più recenti social network sono soprattutto conflittuali. Da questo punto di vista è emeblematica la lotta che contrappone Twitter a Facebook, non solo ragioni economiche, ma confronto/scontro tra due filosofie diverse.
Fb fa leva sull'empatia (il trasmettere stati d'animo). Studiosi hanno affermato che il paradosso di questa comunità sta nell'utilizzare il narcisismo come collante per una comunità. A parte il narcisismo che non è certo un monopolio dei social network, è interessante sottolineare, ironicamente, il fatto che Fb, pur “offrendo”, almeno nominalmente, una “fratellanza mondiale”, un continuo ed incessante scambio di amicizie, l'ossessione della condivisione manifesti, al contrario, proprio l'essenza conflittuale del politico. Penso all’alternativa amico-nemico che è l'opzione fondamentale di Fb e delle sue “offerte” di amicizia. Da questo punto di vista, Fb, può essere utilizzato sia come puro flusso di coscienza/incoscienza, (uso prevalente, secondo me) sia come uno scatolone a cui affidare una immagine molto meditata, molto mediata di se stesso. È una vetrina in cui ogni “dire” è “fare”, nel senso che quello che viene scritto resta lì, e può pesare tanto (si pensi alle aziende che controllano i profili dei propri dipendenti). Frequentemente chi utilizza Fb tende a dimenticare questa circostanza e ciò per la semplicità di funzionamento di Fb. Ciò non ci deve meravigliare perchè la tecnica ha, sempre, cercato la perfezione nel diventare qualcosa di così semplice da risultare quasi impercettibile. Il problema è che trattandosi di tecnologie che contengono informazioni personali, gli esiti possono essere disastrosi.
Twitter fa riferimento al mondo esterno, alla ragione; dà il suo meglio nel ridistribuire e filtrare l'informazione, perché contrariamente a quanto avviene nei loquacissimi blog i testi pubblicati non possono essere più lunghi di 140 caratteri. Inoltre, rispetto a Fb, punta di più su quello che “noi vogliamo sapere” del mondo piuttosto che su quello che “noi vogliamo far sapere” al mondo.
(pensiamo a quanto successo nelle rivolte del nord Africa).
In secondo luogo, ciò che considero un altro vantaggio di Twitter rispetto a Fb, è la circostanza che il primo permette “relazioni asimmetriche”. Come sapete, con Fb, avete solo due possibilità: amico o non amico. Con Twitter invece le possibilità si quadruplicano: non seguirsi, essere seguito senza seguire, seguire senza essere seguito, seguirsi a vicenda. Meno male! Perché la reciprocità è un peso spesso insostenibile. Non trascuriamo, poi, il fatto che, spesso, i social network più che allargare la cerchia delle nostre conoscenze, possono rafforzare le nostre relazioni intime. D'altra parte, secondo recenti indagini, l'uso dei social network è ora l'attività più popolare online.
Fb è come l'emozione mentre Twitter è come la ragione.
Sono due strumenti, due ambienti diversi, con logiche e finalità diverse. Twitter non è principalmente un social network. Quell' aspetto relazionale, tanto importante in Fb, c' è ma non è l’aspetto primario, conta molto di più la molteplicità e l’immediatezza dell’informazione. Chi si connette a Twiter, si domanda…cosa starà succedendo ora nel mondo? Twitter è un luogo che mette in comunicazione la rete e la strada, mette insieme informazioni, permette a persone di coordinarsi (vedi anche i recenti casi ordine pubblico in Inghilterra). Permette di seguire e trasmettere in tempo reale eventi che stanno accadendo. La limitatezza dei post obbliga ad andare al punto (anche se questo “limite” può essere raggirato con un po’ di fantasia). Fb valorizza altri usi.
l’informazione è secondaria rispetto al “fare amicizia”. Su Fb, infatti, sei amico; su Twitter, invece, segui ciò che scrive qualcuno (spesso un perfetto sconosciuto). D’accordo, a cazzeggiare (per molti, problema di Fb) si cazzeggia anche su Twitter, ma data la natura diciamo debole dei legami (come detto sopra), l' entropia è più facilmente evitabile. D' altra parte, su Fb, proprio per la natura forte dei legami, risulta più facile organizzarsi sul medio/lungo periodo (iniziative, appuntamenti, ecc.) Ma quando sei “dentro la cosa” devi utilizzare Twitter.
Per quanto detto, capiamo che Twitter non si presta a logorroiche discussioni tra più utenti, sia per i 140 caratteri a disposizione, sia perché le informazioni corrono velocemente. Ad un certo punto, come capita a me, il link verso testi più articolati diventa indispensabile. Ciò rende Twitter un network che va verso l’esterno, mentre Fb vuole internalizzare tutto (vedi , per esempio, mail, gruppi di discussione, ecc.) ed essere autosufficiente
In sintesi, su Twitter non troverete foto, profili personali, si cazzeggia molto poco, non ci si fa i cazzi altrui (passatempo molto in voga da altre parti). Twitter, come detto, verte sul contenuto, contrariamente a Fb, luogo, nella stragrande maggioranza dei casi e parlo degli utilizzi privati, dell’impoverimento culturale ed informativo, e della trasformazione dei rapporti virtuali in stampi prefabbricati (Mi Piace, Condividi e Commenta). Mi direte: ma il commento è sottoforma di testo libero. Certo, ma che contenuto potrà mai avere il commento ad un link di Youtube, ad un’immagine simpatica, ad un anatema giornalistico contro il politico di turno, alla nascita dell’ennesimo gruppo della serie “Per tutti quelli che..” o alla notifica che l’amico X ti ha regalato la cosa X?
Con Twitter non è esiste la beffa della rete degli amici. Infatti, se mi piace ciò che scrivi, posso tranquillamente leggerti senza dover essere tuo amico, debbo solo followarti. Con messanger comunichi con Caio se non sei nei suoi contatti. Con Fb vale stesso. Su Twitter puoi leggere e mandare messaggi pubblici e/o privati a chiunque. D’altra parte, per ascoltare ciò che dico in piazza, in un circolo, non devi per forza essermi amico, o no? La decisione passa da colui che viene seguito a colui che segue. Per non parlare, poi, dei casi in cui, ogni tanto, qualcuno si ritrova sbattuto fuori da Fb con motivazioni del tutto incomprensibili.
Per questi motivi non credo che Twitter diventerà un fenomeno di massa.



