
Essere o apparire?
Essere o apparire? Cacchio – pensai – quando mi è stata posta la domanda fatidica. Ripresomi dalla sbandamento iniziale, ho riordinato un po’ le idee ed ho dato il mio punto di vista.
E cioè che siamo, in fondo, quello che appariamo. Siamo sempre portati a dire che quello che appariamo non è quello che siamo nella realtà; ma penso che noi appariamo quello che siamo in quel dato momento, nel senso che non si può apparire, mostrando quello che in realtà non fa parte di noi. Qualcuno potrà domandarsi: ma allora perché siamo portati a dire frasi del tipo…sono diverso….se mi conosci bene….come se quel che appare non corrisponde a ciò che siamo realmente?
La verità è che quando si interagisce con altri esseri umani, nel confrontarsi, dialogare c’è sempre una certa parte di negazione dell’essere, cioè un contrasto tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere. Insomma, siamo portati a sublimare la realtà e a fare una proiezione del nostro io, dicendo che siamo quello che non appariamo. Tutto questo è una contraddizione. Non si può essere ciò che non si è. La differenza tra contenuto e contenitore non esiste in realtà e non è altro che un patetico meccanismo di difesa che adottiamo nei confronti degli altri. Nel senso che, parlando in questo modo, speriamo che gli altri non si accorgano di quello che siamo realmente, di un aspetto del nostro carattere che magari non ci piace; e così ci si sente più protetti e meno vulnerabili. Ma tutto questo, in realtà, è inutile perché siamo quello che mostriamo di essere. Mi si risponderà: ma perché accettiamo queste convenzioni? Perché nessuno vuole sentirsi vulnerabile agli occhi del proprio interlocutore e se chiarissimo questi aspetti del rapporto interpersonale, allora di conseguenza anche noi saremmo costretti ad essere del tutto sinceri, mostrandoci vulnerabili. Dunque tutto ciò è solo uno strumento comodo attraverso il quale ci sentiamo più sicuri e protetti quando stiamo in mezzo agli altri. Fortunatamente non è sempre così, nel senso che riusciamo ad essere più sinceri e liberi da queste convenzioni solo quando ci fidiamo di qualcuno, quando instauriamo con lui un rapporto più profondo, quando non ci sentiamo minacciati e quando non ci sentiamo vulnerabili.



