
Emergenza neve a Santa Maria a Vico
Nella notte tra venerdì e sabato, Santa Maria a Vico è stata colpita da un'abbondante nevicata, che ha causato non pochi disagi ai nostri concittadini. Credevo di aver già dato....o meglio preso, durante la trasferta romana di giovedì e venerdì, tutto il freddo, l'acqua e la neve del mondo. Raffreddato ed influenzato lo ero, ma evindentemente non bastava....
Verso le nove e mezza raggiungo l'ufficio della Protezione Civile e quello della polizia Municipale per verificare cosa l'amministrazione avesse pensato di fare per alleviare le difficoltà del paese.
Carlo Petrella della P.C. era di rientro da un giro di perlustrazione, trovo il capitano Vincenzo Piscitelli e l'assessore Iaia. Offro il mio contributo. Organizziamo, come possiamo, un'unità di crisi.
La prima cosa che faccio per rendermi conto dell'accaduto è leggere i dispacci della protezione Civile. Nulla che facesse presagire quanto accaduto. Partono una serie di telefonate tra Provincia, Protezione Civile, volontari. La Provincia e la Protezione Civile ci fanno sapere che non ci sono mezzi disponibili e che ci possono dare al massimo 10 sacchi di sale. Pochi. Si parte per andare a prenderli. I ragazzi ne ottengono 20, ma non di più, perchè ci sono i comuni dell'alto casertano in più serie difficoltà. Una decina di volontari rispondono all'appello e vengono portati a spalare alcuni punti critici. Viene chiamata la dirigente del settore Istruzione per l'ordinanza di chiusura per lunedì di tutte le scuole del Comune. L'assessore Iaia riesce a far venire, in tempi rapidi, un bobcat ed una pala meccanica. Si deve pensare prima alla viabilità. Si divide il paese in due. Le borgate alte e da via Ferdinando I° d'Aragone in su. Io con Carlo Petrella faccio parte di questo gruppo. Iniziamo dalla rotonda, dalle rampe di immissione sulla nazionale, da quel tratto di nazionale per poi passare per Via Fruggieri, Via Calzaretti, Via Caudio, Via Ruotoli (dove ci raggiunge l'assessore Ruotolo), Via Rosciano. Mio padre non ricordava una nevicata così da 27-28 anni. Non immaginavo di poter trovare tutta quella neve in queste parti del comune. Decine di cm di neve. Macchine bloccate, persone ai balconi impossibilitate ad uscire. Da Rosciano, con l'assessore Pirozzi, mi reco di nuovo al comando di P.M. per un'ulteriore richiesta urgente di sale. Ne vengono chiesti 100 sacchi, ma la richiesta rimane lettera morta. Fortunatamente il tempo volge al meglio, lascia sperare in un allentamento della morsa del gelo.
Nel frattempo sono passate quattro lunghissime ore. Non ce la faccio più. Tremo, non sento più i piedi ed ho l'acqua nelle ossa. Vado a casa e chiedo di essere chiamato in caso di novità.
E' stata dura. Ma l'espressione del volto delle persone, e soprattutto degli anziani, a cui è stato dato un primo, raffarzonato soccorso, mi ha alleviato da qualsiasi acciacco.
Da consigliere comunale di opposizione, ritengo che la macchina organizzativa potesse essere "avviata" prima, ma, onestamente, date le contingenze, non penso che si fosse potuto fare chissà cos'altro.
Il Comune non era stato allertato per alcun straordinario evento atmosferico.
Nonostante gli acciacchi, mi sento "bene". E farò questo finchè potrò e finchè sarò qui. Se non dai il tuo contributo, al di là del ruolo, del colore politico in momenti come questi cosa significa "fare politica"? E' la domanda che vorrei porre a tutti coloro che sono rimasti al caldo delle loro case o dei loro uffici e che poi, puntulamente, sul giornale o al bar, criticano, sentenziano....E voi, dove eravate in quelle ore?



