
E poi dicono che per l'occupazione non ci sono soldi!
Austerità, sobrietà, sacrifici, tagli, sviluppo, occupazione, giovani. Quante volte abbiamo sentito discutere i nostri amministratori/governanti di questi argomenti in questi ultimi tre mesi?
In una contingenza economica e sociale come quella che stiamo vivendo sulla nostra pelle, spesso, però, ci rendiamo conto della vacuità, dell'ipocrisia delle parole espresse, così facilmente, in libertà. Anzi ci sbattiamo contro.
Prendiamo il caso della Regione Campania i cui atavici problemi sono, purtroppo, noti a tutti. Ricordiamo tra gli altri, l'elevatissimo tasso di disoccupazione dei giovani e la crescente fuga dei giovani laureati. Poi capiremo il perchè. Il Governo centrale ci chiede sacrifici ed afferma di "lavorare per il lavoro" e per i giovani. La Regione ci chiede sacrifici ed afferma di "lavorare per il lavoro" e per i giovani. La provincia ed il comune....vabbè lasciamo stare...
Nella realtà cosa succede?
I consiglieri regionali campani in poche righe di un comma della finanziaria (intellegibili solo dagli addetti ai lavori) sono riusciti ad approvare una norma che salva le loro già laute retribuzioni. Stipendi che fino all'approvazione del suddetto codicillo erano, sostanzialmente, ancorati a quelli dei deputati e senatori. Fino all'approvazione di cui sopra! Perchè grazie a questa trovata le retribuzioni dei consiglieri campani non potranno diminuire, nemmeno nel caso, al momento sempre più verosimile visto il casino che sta montando nel Paese, che i parlamentari si convincano a dare un taglio alle proprie indennità. Minchia molto probabilmente fra poco assisteremo al miracolo del taglio degli stipendi della casta romana e a Napoli? Niente. Tutto tale e quale. Cà nisciun è fess.
L'anno scorso viene approvata una legge finanziaria che al comma 15 dell’articolo 1, “ai fini del contenimento della spesa della Regione per organi istituzionali”, stabilisce che “l’importo complessivo del trattamento indennitario del consigliere regionale non può eccedere l’indennità massima spettante ai membri del Parlamento, come determinata ai sensi dell’articolo 1 della legge 31 ottobre 1965, n. 1261. Che è pari a 11.704 euro mensili, cifra alla quale i consiglieri campani si avvicinano moltissimo.
La nuova finanziaria regionale, approvata dopo avere festeggiato il Natale e prima di festeggiare il capodanno, aggiunge però le seguenti magiche paroline: “né essere inferiore a quello del 31 dicembre 2011″.
Per vostra informazione vi allego entrambi le leggi regionali. Dategli uno sguardo.
Cosa significa tutto questo? Significa che gli stipendi, che già non dovrebbero essere così alti vista la produttività dell'intero consiglio regionale, dei consiglieri campani non potranno diminuire rispetto ai trattamenti in vigore per loro fino a un mese e mezzo fa. E un eventuale taglio delle retribuzioni dei parlamentari, messo in agenda dal governo Monti, non inficerà quelle riservate ai politici della regione.
Ora parliamo di sviluppo e di occupazione perchè i nostri politici sono sempre sensibili a questi temi.
Nel marzo del 2011, la Giunta della Regione Campania sottoscrive un contratto con Invitalia (Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa che agisce su mandato del Governo per accrescere la competitività del Paese, in particolare del Mezzogiorno, e per sostenere i settori strategici per lo sviluppo) società che dirige e coordina Sviluppo Italia Campania il cui "oggetto sociale è, principalmente, la promozione, in prevalenza nel territorio della Regione Campania, della nascita di nuove imprese e dello sviluppo delle imprese esistenti, nonchè, inter alia, la fornitura di servizi, in particolare alla Regione Campania e alle altre Amministrazioni Pubbliche locali, in grado di contribuire allo sviluppo delle attività economiche nel territorio" (in allegato troverete anche il contratto in questione).
Il contratto prevede il trasferimento del contratto per la fornitura del servizio di assistenza tecnica ai progetti e alle iniziative di lavoro autonomo e di microimpresa presentati ai fini della concessione delle agevolazioni previste dal Titolo II del D.Lgs. 185 del 2000, nonchè il contratto di appalto dei servizi per l'attuazione del Titolo II del D.Lgs. 185 del 2000, "tutti e solo i rapporti e solo i rapporti di lavoro a tempo indeterminato vigenti alla data del 31.12.2010 tra SI Campania ed i propri dipendenti e non oggetto del contenzioso giuslavoristico".
Questo, ad oggi, significa che 27 dipendenti (tra i 32 ed i 40 anni, laureati con anni di esperienza nel settore, reintegrati a tempo in determinato, tra il febbraio e l’agosto del 2011, da un sentenza del giudice del lavoro) di Sviluppo Italia Campania, nel frattempo messa in liquidazione, da lunedì 6 febbraio saranno messi in mobilità perché la Regione non aveva soldi per assorbire tutti i dipendenti.
Alla faccia dello sviluppo, della valorizzazione dei giovani, delle competenze, dell’occupazione e bla, bla, bla.
Quando, però, si tratta di assicurarsi privilegi, di difendere lo status quo i nostri amministratori sono di una solerzia, di un ingegno, di una trasversalità, di un’efficienza e di un’efficacia senza pari. Complimenti!
Voglio pensare che non sia troppo tardi per un sussulto di resipiscenza…
| Allegato | Dimensione |
|---|---|
| LEGGE_1_2012_LEGGI_REGIONALI.pdf | 686.43 KB |
| LEGGE_4-2011_LEGGI_REGIONALI.pdf | 709.74 KB |
| DELIBERA_DELLA_GIUNTA_REGIONALE_DEL_21_03_2011.pdf | 64.3 KB |



